Il contributo dell’agroalimentare all’export italiano
PARIGI (FRANCIA) – L’export complessivo del Made in Italy ha raggiunto i 643 miliardi di euro, con un obiettivo ambizioso fissato a 700 miliardi. A questo risultato, l’agroalimentare porta un contributo significativo di 72 miliardi di euro. Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia ICE, ha sottolineato, durante l’inaugurazione del padiglione italiano al Sial di Parigi, i sacrifici che gli imprenditori devono affrontare a causa delle complessità internazionali e delle barriere tariffarie. “Stiamo lavorando per rafforzare gli strumenti operativi che consentono alle aziende di migliorare le proprie vendite all’estero e di generare sempre più valore”, ha affermato Zoppas.
La partecipazione italiana al Sial di Parigi
Con la presenza di 700 imprese italiane su un totale di 8.000 espositori, di cui 218 supportate direttamente da ICE, Zoppas ha definito questo un segnale di grande importanza. “Il nostro obiettivo principale alla fiera è che le aziende possano concretizzare affari reali. Un evento ha un impatto maggiore quando i buyer esteri sono già preparati a incontrare i prodotti dei nostri imprenditori”, ha proseguito. L’Agenzia ICE intende offrire opportunità e relazioni che possano aiutare in particolare le piccole e medie imprese a migliorare la loro posizione commerciale e a internazionalizzarsi.
Quest’anno, Zoppas ha aggiunto un elemento di prestigio allo storytelling del Made in Italy alimentare, sottolineando il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO, un traguardo voluto fortemente dal ministro Lollobrigida. Riguardo sulla concorrenza, Zoppas ha evidenziato come la competizione, anche con i partner francesi, rappresenti uno stimolo fondamentale per entrambi i paesi a migliorarsi continuamente.
Infine, ha espresso piena fiducia negli imprenditori italiani, capaci di innovarsi per far apprezzare il vero Made in Italy a livello globale, rilevando che molte delle categorie alimentari tradizionali italiane stanno registrando crescite a due cifre in Francia. Questi dati enfatizzano non solo la resilienza dell’agroalimentare italiano, ma anche la sua rilevanza strategica nell’ambito economico del paese.

