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Il valore del vino italiano a Vinitaly USA
NEW YORK (STATI UNITI) – Durante l’evento Vinitaly USA, dedicato a produttori, importatori e distributori, è stata celebrata anche l’eredità culturale di Mario Soldati. Ancorché assente fisicamente, la sua figura ha avuto un ruolo centrale, poiché il vino italiano è molto più di un semplice prodotto da vendita: è una narrazione che comprende storia, territorio, tradizione e convivialità. L’incontro “The Mario Soldati Experience – Why Great Wine Needs Great Story”, organizzato a New York in commemorazione del 120° anniversario della nascita dello scrittore, giornalista e regista piemontese, ha messo in luce l’importanza di raccontare il vino come parte integrante della cultura italiana.
Il potere della comunicazione enogastronomica
Chiara Soldati, amministratrice delegata dell’azienda vinicola La Scolca, ha evidenziato l’importanza di Soldati come pioniere della comunicazione enogastronomica. “Fu il primo a raccontare il vino e il suo territorio attraverso la televisione”, ha osservato, evidenziando la sua curiosità verso le persone, la natura e le tradizioni locali. Con il suo celebre “Viaggio nella Valle del Po”, Soldati aveva già compreso la connessione tra prodotto e comunità, una visione particolarmente rilevante nel contesto attuale americano, dove il vino italiano affronta nuove sfide e una concorrenza crescente.
Il console generale d’Italia a New York, Giulio Pastorelli, ha enfatizzato il valore immateriale del Made in Italy, sottolineando che non basta la qualità del vino, ma è essenziale saper raccontare ciò che rappresenta. “È fondamentale collegare scienza, cultura e produzione”, ha affermato, aggiungendo che la giustificazione del prezzo di una bottiglia deriva dal patrimonio culturale e tradizionale che essa racchiude.
La discussione ha toccato anche il futuro della narrazione enogastronomica nel contesto dei social media, con Claudio Pagliara, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, che si è interrogato su come Soldati avrebbe comunicato oggi su piattaforme come Instagram o TikTok. Nonostante la necessità di messaggi brevi e immagini accattivanti, è emerso che la qualità della narrazione deve rimanere al centro, senza sacrificare l’autenticità.
In conclusione, l’incontro ha rimarcato una verità fondamentale: la cultura non è un semplice accessorio del business, ma un elemento chiave per costruire il futuro del vino italiano. In un’epoca di dazi e sfide commerciali, la lezione di Mario Soldati resta attuale: la storia che accompagna ogni bottiglia è un patrimonio da preservare e comunicare in ogni contesto.
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