
(Adnkronos) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’intenzione di intraprendere una guerra economica di vasta portata contro l’Iran, con l’obiettivo di superare l’attuale impasse. Da tempo, gli Stati Uniti stanno cercando di esercitare pressione economica su Teheran, imponendo severe sanzioni che colpiscono i membri della leadership iraniana e limitano le vendite di petrolio della Repubblica islamica, in particolare attraverso un blocco nello Stretto di Hormuz. Ora, l’amministrazione americana intende estendere le sue misure anche alle reti clandestine di commercio e ai circuiti bancari che permettono all’Iran di aggirare le sanzioni e di procurarsi armi, coinvolgendo in questo processo anche i suoi partner commerciali.
Nuove Sanzioni e Sospensioni Commerciali
Secondo il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, queste iniziative richiederanno un controllo rigoroso delle reti commerciali che operano prevalentemente attraverso Emirati Arabi Uniti, Hong Kong e Singapore. In particolare, è arrivato un annuncio significativo da Abu Dhabi, a poche ore da una conversazione telefonica tra Trump e il presidente emiratino, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, con la decisione di interrompere immediatamente “tutti gli scambi economici e commerciali, e le transazioni finanziarie con l’Iran”.
Le Conseguenze per i Partner Commerciali
Tra i partner commerciali di Teheran che potrebbero subire le conseguenze delle nuove sanzioni statunitensi c’è la Cina. Questo Paese rappresenta il principale acquirente di petrolio iraniano, con oltre un quarto degli scambi commerciali dell’Iran nel 2024, per un valore complessivo di circa 32,5 miliardi di dollari. La Cina, da anni, è praticamente l’unico grande Paese disposto a sfidare le sanzioni occidentali, acquistando fino al 90% delle esportazioni petrolifere iraniane. Tuttavia, la sua capacità di trasportare petrolio via mare è recentemente stata notevolmente ostacolata dalla pressione navale statunitense.
Anche l’India e altri paesi come Turchia e Pakistan potrebbero trovarsi in difficoltà a causa delle pressioni economiche statunitensi. L’India, in particolare, ha visto un calo drammatico dei propri scambi con l’Iran, passando da oltre 17 miliardi di dollari nel 2018-2019 a solo 1,63 miliardi nel 2025-2026. La Turchia, terzo partner commerciale dell’Iran, ha esportato merci per 5,6 miliardi di dollari verso Teheran nell’ultimo anno, rendendo la situazione ancora più complessa per i rapporti economici in evoluzione nella regione.
In conclusione, la crescente pressione economica da parte degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran sta portando a una ristrutturazione significativa delle dinamiche commerciali globali, con potenziali ripercussioni per numerosi paesi. L’andamento di queste misure potrebbe non solo influenzare le economie dirette coinvolte, ma anche ridefinire le alleanze commerciali e politiche in un contesto internazionale sempre più complesso. La risposta di Teheran, che ha definito le nuove sanzioni una forma di “terrorismo economico”, suggerisce che la situazione potrebbe deteriorarsi ulteriormente, influenzando la sicurezza e la stabilità della regione.
