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“Sciopero 30 ottobre: Cgia stima perdite di 1 miliardo”

(Adnkronos) – In attesa di avere dati ufficiali sul tasso di adesione allo sciopero nazionale che si è svolto il 30 ottobre, alcune associazioni sindacali autonome hanno già fornito stime significative. L’Ufficio studi della Cgia ha calcolato che la giornata di astensione dal lavoro potrebbe aver comportato per il sistema paese una perdita di circa 817 milioni di euro. Considerando anche i costi indiretti, si stima che la perdita totale possa avvicinarsi a un miliardo di euro.

I costi dello sciopero sul sistema pubblico

La Cgia, nel sottolineare l’importanza del diritto di sciopero sancito dall’articolo 40 della Costituzione, ha evidenziato come tale azione comporti costi diretti e indiretti che si ripercuotono immediatamente su chi partecipa all’astensione. Ogni sciopero implica un costo difficilmente quantificabile, che va oltre la semplice astensione. Infatti, l’effetto annuncio può influenzare il comportamento degli utenti dei servizi pubblici, e le ore di lavoro non svolte si traducono in una minore produttività e, di conseguenza, in un calo del gettito fiscale e contributivo. In particolare, considerando che il Servizio sanitario nazionale offre quotidianamente 2,5 milioni di prestazioni, i disagi generati dallo sciopero vanno ad aggiungersi ai costi di riprogrammazione e all’innalzamento delle liste d’attesa, colpendo maggiormente i pazienti più vulnerabili.

Impatto economico nelle diverse regioni

Le prime stime indicano che, in base al valore aggiunto giornaliero previsto per il 2026, la perdita di produttività per lavoratore in sciopero può essere significativa. Con un tasso di adesione del 20%, il costo per il sistema Paese, secondo l’Ufficio studi della Cgia, si attesta sui già citati 817 milioni di euro, a cui si aggiungono costi indiretti che potrebbero portare il totale vicino a un miliardo di euro. A livello regionale, le aree industrializzate sono quelle più colpite. Con un’adesione del 20%, il costo in Lombardia potrebbe toccare i 193,6 milioni di euro, seguita da Lazio (94,3 milioni), Veneto (75,3 milioni), Emilia Romagna (74,6 milioni) e Piemonte (60,2 milioni).

In conclusione, il recente sciopero nazionale ha messo in evidenza le significative perdite economiche e i disagi che si generano non solo per i lavoratori coinvolti, ma anche per la collettività. Questa situazione richiede una riflessione approfondita sui meccanismi del dialogo tra le parti sociali e sul potenziamento delle tutele per i lavoratori, senza dimenticare l’equilibrio del sistema economico paese.