Salute

Mavacamten: benefici per la cardiomiopatia ipertrofica fino a 5 anni

(Adnkronos) – Bristol Myers Squibb (Bms) ha recentemente presentato i risultati della coorte Explorer-Lte dello studio Mava-Lte in occasione del Congresso 2026 della European Society of Cardiology (Esc), svoltosi a Monaco di Baviera. Come riportato in una nota, Explorer-Lte rappresenta la più ampia e prolungata valutazione di pazienti affetti da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (oHcm) sintomatica, trattati con mavacamten, un inibitore della miosina cardiaca (Cmi) ritenuto il trattamento di riferimento per i pazienti di classe II-III secondo la classificazione della New York Heart Association (Nyha). Questi dati evidenziano come gli effetti di mavacamten rimangano significativi anche dopo cinque anni di trattamento continuo.

I risultati dello studio Explorer-Lte

Nei dettagli forniti da Bms, Explorer-Lte è uno studio a braccio singolo e in aperto, estensione dello studio in cieco di fase 3 Explorer-Hcm, finalizzato a valutare la sicurezza e l’efficacia a lungo termine di mavacamten. Allo studio hanno partecipato 231 pazienti che avevano completato la fase precedente. Una significativa parte di essi ha mostrato una riduzione sostenuta e clinicamente significativa dell’ostruzione del tratto di efflusso ventricolare sinistro (Lvot), insieme a un miglioramento di almeno una classe secondo la classificazione Nyha. Sono stati registrati anche apprezzabili miglioramenti nei parametri ecocardiografici e nei biomarcatori, senza nuovi segnali di sicurezza inaspettati rispetto a quelli osservati nello studio primario Explorer-Hcm.

Implicazioni terapeutiche per i pazienti con oHcm

Questa ricerca, presentata al Congresso Esc, supporta ulteriormente l’impiego di mavacamten e il suo impatto sui pazienti affetti da oHcm. Due ulteriori presentazioni relative a Colligo-Hcm hanno arricchito le già solide evidenze real-world, dimostrando un profilo di efficacia e sicurezza omogeneo tra i vari pazienti. Un’analisi condotta su uno studio osservazionale real-world in Germania ha evidenziato ulteriori successi nell’efficacia di mavacamten in diverse popolazioni geografiche, confermando i risultati osservati in precedenti studi. Tali risultati rafforzano la validità delle scoperte cliniche, mostrando che i miglioramenti riportati in contesti controllati possono essere replicati anche nella pratica clinica quotidiana.

In conclusione, secondo Cristian Massacesi, vicepresidente esecutivo e Chief Medical Officer di Bristol Myers Squibb, le evidenze a lungo termine e nel mondo reale forniscono una maggior fiducia nelle scelte terapeutiche per i pazienti con oHcm, offrendo una miglior comprensione degli effetti di una terapia continuativa. Supportato da un ampio programma di evidenze cliniche legato ai trattamenti Cmi, mavacamten sta ridefinendo il modo di affrontare l’oHcm sintomatica, contribuendo a un aumento della capacità funzionale e a miglioramenti significativi nella qualità della vita dei pazienti.