
Rapporto Coop 2026: gli Italiani tra Stanchezza e Preoccupazioni Economiche
Secondo il ‘Rapporto Coop 2026 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani’, redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop, emerge un quadro preoccupante sulla condizione degli italiani. Il 30% della popolazione dichiara di essere sulla soglia di un vero e proprio burnout, mentre l’87% esprime timore per le conflittualità globali e il 77% si sente appesantito dalla difficile situazione economica. Inoltre, a distanza di vent’anni, gli italiani guadagnano di meno rispetto ai loro coetanei europei. Il rapporto è stato presentato in anteprima a Milano e ha fatto uso di tecnologie di intelligenza artificiale per analizzare le abitudini alimentari e le priorità quotidiane degli italiani.
Fra le scoperte più significative del rapporto si evidenzia una vera e propria ‘stanchezza del quotidiano’: il 58% degli intervistati ritiene che il tempo da dedicare a sé stessi sia fondamentale per il proprio benessere, ma per oltre un terzo di loro questo obiettivo appare irraggiungibile. Il 37% della popolazione, specialmente tra coloro che sono occupati, sente una pressione costante dovuta all’accavallarsi di impegni lavorativi e familiari. Questa mancanza di tempo e di tranquillità ha portato a un calo di un milione di utenti sui social media negli ultimi due anni, con il 21% che ha scelto di disconnettersi proprio per cercare di recuperare tempo perso.
Stipendi in Calo e Difficoltà Economiche
Un’altra preoccupazione che affligge gli italiani è la perdita di potere d’acquisto: il rapporto indica che gli stipendi attuali sono inferiori a quelli di vent’anni fa, collocando l’Italia come uno dei Paesi più disuguali d’Europa. Solo la Grecia presenta una situazione peggiore. Il 56% dei lavoratori esprime insoddisfazione per la propria retribuzione, mentre un forte 42% della forza lavoro è composto da italiani over 50, rispetto al 22% di dieci anni fa.
Nonostante il mercato del lavoro sembri orientarsi verso una quasi piena occupazione, con un milione di nuovi posti creati dal 2019, si registrano comunque evidenti segnali di stress e disagio tra i lavoratori. Si stima che la crescita del PIL per il 2026 sarà inferiore all’1%, nonostante gli sforzi per attrarre investimenti tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un’altra criticità è rappresentata dalla bassa produttività italiana, che di fatto ostacola la crescita economica e la redistribuzione della ricchezza.
In conclusione, il ‘Rapporto Coop 2026’ offre una visione chiara delle sfide attuali che gli italiani devono affrontare in un contesto di cambiamento rapido e di crescenti preoccupazioni. Le rivelazioni sul benessere personale, la precarietà economica e le questioni lavorative sono indicatori di un Paese che sta cercando di ripensare le proprie priorità, spostando l’attenzione da un modello di consumo tradizionale a una visione più sostenibile e attenta al benessere individuale e collettivo.
