Lavoro

“Marina: Risarcimento di 410k€ per morte di ex sergente”

(Adnkronos) – I giudici del Tribunale di Roma hanno riconosciuto un legame tra l’esposizione all’amianto durante il servizio in Marina e il decesso, avvenuto all’età di 78 anni, del sergente Luigi Ricci, stabilendo un risarcimento complessivo di oltre 410mila euro. Tuttavia, la figlia del militare, colpita da uno sconto nel risarcimento a seguito dell’appello presentato dal Ministero della Difesa, chiede ora un pieno riconoscimento del danno subito. La richiesta è stata riportata in una nota dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).

La testimonianza della figlia di Luigi Ricci

“Per me non è mai stata una questione di cifre – dichiara la figlia Benedetta Ricci – ma desideravo che venisse riconosciuto ciò che è accaduto a mio papà. Lui ha servito lo Stato con onore e dedizione. La scoperta della malattia, emersa molti anni dopo il servizio, lo ha sconvolto profondamente. Questo riconoscimento restituisce dignità alla sua storia e dà significato al percorso che ho deciso di intraprendere per lui”, aggiunge la donna.

Il servizio di Luigi Ricci e le conseguenze dell’esposizione

Luigi Ricci, originario di Roma, ha prestato servizio nella Marina Militare dal settembre 1960 al dicembre 1966 come meccanico elettricista, operando inizialmente a terra e successivamente a bordo di diverse navi. Durante il suo lavoro, ha avuto contatto con polveri e fibre di amianto, esponendosi a rischi che si sono manifestati solo molti anni dopo, culminando nella diagnosi di mesotelioma maligno epitelioide il 12 agosto 2019. Dopo un lungo periodo di malattia, Ricci è deceduto il 20 dicembre 2021.

Il collegamento tra la malattia e il servizio militare è stato confermato dal Comitato di verifica per le cause di servizio, il quale ha riconosciuto la dipendenza dell’infermità da causa di servizio nel maggio 2022. Tuttavia, dopo l’appello del Ministero della Difesa e il dimezzamento della somma assegnata a Benedetta per la perdita del padre, la donna ha deciso di impugnare questa decisione. “Il valore del legame tra un padre e una figlia è inestimabile e il dolore per la sua perdita è profondo”, afferma Benedetta, sottolineando la sua determinazione a ottenere un riconoscimento completo del danno subito.

Questa vicenda evidenzia un importante riconoscimento dei diritti dei militari esposti a rischi ambientali, sottolineando la responsabilità dello Stato nel tutelare la salute dei propri servitori. La battaglia legale di Benedetta Ricci non solo vuole un giusto risarcimento, ma anche restituire dignità alla memoria di suo padre e far luce sulle condizioni di lavoro dei militari. Questo caso rappresenta un passo significativo nella lotta contro i danni causati dall’amianto e la necessità di protezioni adeguate per coloro che servono lo Stato.