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“Iran: Netanyahu tentò attacco a inizio mese, bloccato da Trump”

(Adnkronos) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva progettato di lanciare attacchi contro l’Iran all’inizio di questo mese, ma il presidente americano Donald Trump ha manifestato la sua opposizione a tali azioni prima delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti. Questa informazione è stata riportata dal Financial Times, che ha raccolto testimonianze da tre fonti informate sui fatti. Le Forze di Difesa Israeliane erano pronte a eseguire gli attacchi nel fine settimana del 10 ottobre, con l’obiettivo di colpire impianti nucleari e siti strategici del regime iraniano, oltre a infrastrutture civili, come le centrali energetiche.

Possibili Conseguenze degli Attacchi Pianificati

Sebbene le fonti abbiano rivelato che gli attacchi avrebbero avuto un’intensità maggiore rispetto a quelli condotti congiuntamente da Stati Uniti e Israele a febbraio, non è chiaro se gli Stati Uniti avrebbero partecipato a tali operazioni. Tuttavia, una fonte ha indicato che è “un’eventualità non irragionevole” quella di una ripresa degli attacchi nei prossimi giorni. Inoltre, si segnala che Israele avrebbe preparato un nuovo elenco di obiettivi, comprendente siti civili mai colpiti in precedenza. Un’altra fonte ha suggerito che i piani delle Forze di Difesa Israeliane potrebbero essere stati parte di una strategia negoziale, sottolineando che la decisione finale circa la ripresa dei combattimenti spettava a Trump.

Ruolo della Russia nella Crisi Iraniana

Nel contesto di queste tensioni, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato la disponibilità della Russia a contribuire alla risoluzione della crisi iraniana. Durante un incontro a San Pietroburgo con l’inviato statunitense Steve Witkoff, Putin ha affermato: “Se possiamo fare qualcosa per risolvere questa crisi, saremo lieti di farlo”, e ha evidenziato il rapporto speciale e di fiducia che Mosca intrattiene con Teheran, costruito nel corso degli anni.

Questa notizia riveste un’importanza significativa poiché mette in luce le delicate dinamiche geopolitiche in corso nella regione e il potenziale impatto delle decisioni strategiche di potenze come Israele e Stati Uniti, nonché il coinvolgimento della Russia nel tentativo di stabilizzare la situazione. La prospettiva di un aumento della tensione militare in Medio Oriente rimane una questione cruciale per la sicurezza internazionale.