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(Adnkronos) – La transizione verso una green economy a livello globale presenta sfide significative, caratterizzate da facili vantaggi alternati a complesse difficoltà. Nel 2025, la Cina ha fermato la crescita delle proprie emissioni di CO2, pur mantenendo la posizione di primo emettitore al mondo con una quota del 27%. Gli Stati Uniti, nonostante le politiche controverse dell’amministrazione Trump, hanno incrementato di 40 GW le fonti rinnovabili, ma hanno registrato un aumento dell’1,9% delle emissioni, il più elevato a livello globale. In Europa, dal 1990 ad oggi, si è assistito a una diminuzione del 37% delle emissioni di gas serra, accompagnata da un incremento del 75% del PIL e da una spesa di 337 miliardi di euro per l’importazione di combustibili fossili. Contemporaneamente, l’Africa, che genera solo il 3% delle emissioni storiche, è il continente che più paga le conseguenze dei cambiamenti climatici, con previsioni di un eccesso di mortalità del 50% entro il 2050.
Stati Generali della Green Economy a Rimini
Durante gli Stati Generali della Green Economy, organizzati dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con diversi enti, a Rimini nell’ambito di Ecomondo, si è svolta una riflessione approfondita sulla situazione globale della green economy. Il convegno, intitolato “La geopolitica della green economy: una finestra sul mondo”, ha riunito esperti, rappresentanti aziendali e decisori politici per analizzare le attuali tendenze e sfide nel settore. Raimondo Orsini, direttore della Fondazione, ha affermato che la green economy rappresenta una risposta tangibile ai rischi climatici e alla dipendenza da combustibili fossili. Edo Ronchi, presidente della Fondazione, ha espresso ottimismo riguardo alle politiche climatiche statunitensi post-elezioni di midterm.
Situazione e Risorse in Africa
Il report di Italy for Climate mette in evidenza che il 25% della biodiversità mondiale si trova in Africa, un continente che detiene anche il 30% delle riserve di minerali critici e il 60% delle preziose risorse solari. Nonostante il contributo minimo alle emissioni storiche di CO2, l’Africa affronta gli impatti più gravi dei cambiamenti climatici, come testimonia la dichiarazione del Primo Ministro etiopico Abiy Ahmed Ali, il quale sottolinea l’importanza di progettare una nuova economia climatica. Dalla Cina giungono notizie incoraggianti: il paese ha raggiunto un tasso di elettrificazione del 32% e si prevede di raggiungere il 35% entro il 2035, mantenendo al contempo una crescita zero delle emissioni di gas serra nel 2025, mentre gli Stati Uniti continuano a investire significativamente nei combustibili fossili.
In Europa, si registra un aumento del 32% delle auto elettriche e una generazione di energia rinnovabile che tocca il 48%. Tuttavia, anche in questo caso, le emissioni di gas serra hanno subito un incremento dell’1%, segnando un possibile rallentamento della riduzione delle emissioni. In sintesi, la green economy si presenta come un’opportunità cruciale per affrontare le sfide climatiche e per avviare un cambiamento positivo a livello globale, ma richiede un impegno collettivo e strategie ben definite per realizzarne il potenziale.
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