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Diabete: Ema approva combo insulina settimanale e semaglutide

Il Committee for Medicinal Products for Human Use (Chmp) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) ha autorizzato la commercializzazione della prima combinazione di insulina basale icodec settimanale e semaglutide settimanale, nota come IcoSema. Questa innovativa opzione terapeutica riunisce in un’unica formulazione due principi attivi con meccanismi d’azione complementari, progettata per migliorare il controllo glicemico e semplificare il trattamento per i pazienti con diabete di tipo 2.

Un approccio integrato alla gestione del diabete di tipo 2

Le evidenze cliniche a supporto di IcoSema hanno incluso valutazioni sugli effetti dell’associazione sul rischio di ipoglicemia e sul peso corporeo. Secondo Francesco Giorgino, professore di Endocrinologia presso l’Università di Bari Aldo Moro, la gestione del diabete non può limitarsi al raggiungimento dei valori glicemici ideali, poiché l’età avanzata dei pazienti e le concomitanti comorbidità cardiovascolari, renali e problemi di peso richiedono un approccio più completo e incentrato sulla qualità della vita. In questo contesto, la nuova combinazione di farmaci rappresenta una risorsa preziosa.

Statistiche e impatti clinici

Secondo i dati, oltre 4 milioni di adulti in Italia convivono con il diabete, di cui oltre il 90% affetto da diabete di tipo 2. Sebbene l’insulina resti un elemento cruciale nella terapia di questa malattia, il 26% delle persone che necessitano di trattamento insulinico ritarda l’inizio della terapia di oltre due anni, aumentando il rischio di complicazioni. Diversi studi evidenziano che anche dopo l’avvio della terapia, molte persone non riescono a ottenere un adeguato controllo glicemico a causa dell’inerzia terapeutica, spesso alimentata dalla paura di ipoglicemie e dalla complessità dei regimi terapeutici.

Nel programma di sviluppo clinico Combine, IcoSema ha dimostrato di essere efficace non solo nel raggiungere il controllo glicemico, ma anche nel migliorare il peso corporeo e ridurre la frequenza delle ipoglicemie, rispetto ai regimi multi-iniettivi tradizionali. Giorgino sottolinea che questa opzione rappresenta un’evoluzione significativa nel trattamento del diabete, facilitando l’aderenza al trattamento grazie alla semplificazione delle somministrazioni.

In conclusione, dopo essere stato il primo Paese al mondo a introdurre l’insulina settimanale, l’Italia si appresta a diventare il primo in Europa ad adottare questa nuova combinazione terapeutica. Questo sviluppo offre un’importante opportunità per migliorare l’accesso all’innovazione nella gestione del diabete di tipo 2, rispondendo a necessità cliniche finora insoddisfatte, e auspica un attento esame da parte delle autorità sanitarie per garantirne l’integrazione nel Servizio Sanitario Nazionale.