Turismo

“Caldo estremo: -3,7 milioni di pernottamenti, report Demoskopika”

Il Caldo Estivo Influenza il Turismo Italiano

Roma (ITALPRESS) – Il cambiamento climatico sta ripercuotendosi significativamente sul turismo in Italia, alterando le abitudini di viaggio degli italiani e le dinamiche delle destinazioni turistiche. Le località balneari, in particolare, risultano maggiormente penalizzate dal caldo eccessivo, mentre le zone montane mostrano una minore esposizione a questo fenomeno. Inoltre, le stagioni di primavera e autunno godono di temperature più miti, aumentando l’attrattività per i turisti. Secondo un rapporto dell’Istituto Demoskopika, negli ultimi trent’anni le giornate di caldo intenso nelle località turistiche italiane sono aumentate di oltre il 60%, passando da 18 a 30 per estate, con previsioni che indicano un possibile aumento fino a 35 giornate entro il 2036.

Impatto sulle Presenze Turistiche

Le proiezioni evidenziano che il caldo estivo potrebbe causare la perdita di fino a 3,7 milioni di pernottamenti all’anno, parzialmente compensati da circa 900 mila presenze nei mesi di spalla, portando a un saldo negativo che potrebbe arrivare a 2,8 milioni di notti e ridurre la spesa turistica diretta di 214 milioni di euro. La maggior parte di queste perdite riguarda il turismo domestico, con quasi otto notti su dieci perdute da viaggiatori italiani (circa 2,9 milioni). Per i turisti internazionali, che tendono a prenotare con largo anticipo, l’impatto si stima essere inferiore (0,8 milioni di notti). È importante notare che queste sono stime relative a una stagione con temperature elevate, non perdite già registrate.

In particolare, il Mezzogiorno balneare si rivela il più vulnerabile, mentre le città d’arte e le località montane riescono a compensare meglio le perdite. I dati indicano che nel Sud Italia, le stagioni di primavera e autunno compenserebbero solo il 14% dei pernottamenti estivi a rischio, mentre nelle destinazioni urbane e montane questo valore sale al 71%. Inoltre, si osserva che la percentuale dei pernottamenti degli italiani nei mesi di luglio e agosto è diminuita dal 45,6% al 39,7%, con una riduzione della permanenza media da 7,3 a 4,6 notti.

Per valutare la vulnerabilità turistica delle diverse regioni, Demoskopika ha creato un indice che combina vari indicatori, come la concentrazione estiva delle presenze e le previsioni di caldo per il futuro. Le regioni più vulnerabili risultano Calabria, Puglia ed Emilia-Romagna, mentre Piemonte, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta presentano livelli di vulnerabilità più contenuti. Entro il 2036, in assenza di cambiamenti nei flussi turistici, i pernottamenti estivi a rischio potrebbero aumentare ulteriormente fino a 5,2 milioni all’anno. I ricercatori di Demoskopika sottolineano che la vera sfida sarà adattare l’offerta turistica alle nuove condizioni climatiche, attraverso una gestione più flessibile delle aperture e dei calendari di vacanza.

Questa analisi è di grande rilevanza sia per i professionisti del settore turistico che per i policy maker, poiché offre spunti utili su come prepararsi all’evoluzione delle tendenze turistiche in relazione ai cambiamenti climatici.