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“Costi gestione rifiuti: 340€ annui a famiglia, allerta Assoambiente!”

L’Italia e l’Economia Circolare: Uno Studio Rivelatore

(Adnkronos) – L’Italia si riconferma tra i paesi europei più virtuosi nell’ambito dell’economia circolare, con un tasso di circolarità che supera il 21%, quasi il doppio della media europea, fissata al 12,2%. Tuttavia, questo primato è messo a dura prova dalla crisi del settore del riciclo della plastica e presenta delle criticità. Infatti, si registra un aumento della produzione di rifiuti speciali, un uso ancora significativo delle discariche, un limitato ricorso al recupero energetico, e oltre 6 milioni di tonnellate di scarti esportati annualmente. Nel contesto, il costo della gestione dei rifiuti continua a crescere: per le famiglie italiane, la spesa media annua ha raggiunto i 340 euro, mentre per le imprese il totale supera i 20 miliardi di euro.

I Dati Chiave del Report ‘I Rifiuti in Numeri 2026’

Queste informazioni emergono dal report ‘I Rifiuti in Numeri 2026’, elaborato da Assoambiente, l’associazione che rappresenta le imprese nel settore dell’igiene urbana, del riciclo, del recupero e della gestione dei rifiuti, presentato oggi a Rimini durante la fiera Ecomondo. Lo studio analizza vari indicatori, dal consumo di materie prime alla produzione e gestione dei rifiuti, fornendo un quadro chiaro dell’economia circolare in Italia, evidenziando sia risultati conseguiti che problematiche ancora da affrontare.

Nel 2024, l’Italia ha prodotto complessivamente 202 milioni di tonnellate di rifiuti, suddivisi in 29,9 milioni di rifiuti urbani e 172,1 milioni di rifiuti speciali. Sebbene la produzione di rifiuti urbani sia rimasta stabile rispetto al passato, quella dei rifiuti speciali ha registrato un incremento significativo. Questi rifiuti derivano principalmente dalle attività di costruzione e demolizione. Sulla questione dei rifiuti urbani, si registrano progressi nella raccolta differenziata, che è passata dal 45,2% del 2014 al 67,7% del 2024, tuttavia il tasso di riciclo effettivo è fermo al 52,3%. Questo gap indica la necessità di migliorare la qualità dei materiali raccolti e l’efficienza dei processi di trattamento.

Il report mette in luce anche il problema dell’esportazione dei rifiuti, con 6,4 milioni di tonnellate inviate all’estero nel 2024, di cui 5,1 milioni erano rifiuti speciali e 1,3 milioni di rifiuti urbani. Questi dati testimoniano l’urgenza di migliorare le capacità nazionali di gestione dei rifiuti. Chicco Testa, presidente di Assoambiente, ha commentato: “Siamo tra i leader europei dell’economia circolare, ma è imperativo non accontentarci. Dobbiamo ottimizzare le nostre capacità impiantistiche e favorire normativamente gli investimenti.” Inoltre, il rapporto sottolinea i costi crescenti della gestione dei rifiuti, evidenziando per le famiglie una spesa media annua in aumento, e per le imprese una spesa annuale significativa per la gestione dei rifiuti speciali, che raggiunge i 20,4 miliardi di euro nel 2023.

Questi dati pongono in evidenza l’importanza della transizione verso un sistema di gestione dei rifiuti più sostenibile, evidenziando sia i successi ottenuti, sia le sfide che l’Italia deve affrontare per migliorare ulteriormente la propria economia circolare.