ROMA (ITALPRESS) – Nel 2025, l’Italia ha registrato il recupero di oltre 194 mila tonnellate di oli minerali usati, con un impressionante 98% di questo quantitativo destinato alla rigenerazione. Questo risultato supera di gran lunga la media europea, che si attesta al 61%. È quanto emerge dal convegno tenutosi durante Ecomondo 2026, la fiera dedicata all’economia circolare che si svolge a Rimini, dove il Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati (Conou) sarà presente fino al 6 novembre.
Un Impegno per l’Ambiente
Mariano Baldoni, direttore tecnico operativo del Conou, ha enfatizzato l’importanza di questa iniziativa, sottolineando che il consorzio è stato il primo in Italia e opera senza scopo di lucro, con l’obiettivo principale di proteggere l’ambiente. “Siamo stati creati per garantire che gli oli minerali usati vengano raccolti in modo adeguato, evitando la dispersione nell’ambiente, che potrebbe causare danni significativi all’ecosistema”, ha dichiarato Baldoni.
Il Valore della Rigenerazione
Durante l’evento, il Conou intende informare il pubblico riguardo al processo che trasforma un prodotto altamente inquinante in una materia prima riutilizzabile. Attivo dal 1984, il consorzio si pone come un “scudo” per la natura, evidenziando i potenziali danni ambientali: solo quattro chili di olio esausto, che corrispondono al cambio d’olio di un’automobile, sono capaci di inquinare un’area d’acqua pari a un campo da calcio. Baldoni ha inoltre indicato che nel 2025 sono stati raccolti 194 mila tonnellate di olio usato, con il 98% di queste quantitativi destinati alla rigenerazione, portando alla produzione di circa 120 mila tonnellate di olio base, utilizzato per i lubrificanti al posto delle basi vergini.
Questa notizia mette in evidenza il crescente impegno dell’Italia nella gestione sostenibile dei rifiuti e la capacità di recupero e rigenerazione degli oli minerali usati, segnando un passo significativo verso una economia più circolare e orientata alla salvaguardia ambientale.
