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Caso Garlasco: perché il test sui pedali di Stasi non è stato effettuato?

Analisi sulla Bicicletta di Alberto Stasi

Secondo quanto riportato da Adnkronos, il test più affidabile per accertare la presenza di sangue sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, non sarebbe stato eseguito. Le tracce da analizzare sono state considerate “troppo esigue”, quindi l’esperto del RIS di Parma, Alberto Marino, pur avendo inizialmente ritenuto plausibile che le tracce potessero risalire a sangue, si è trovato privo di evidenze scientifiche certe già al momento dell’interrogatorio di Stasi da parte della giudice di Vigevano, Giulia Pravon, che non ha convalidato il fermo.

Conclusioni delle Analisi e Sviluppi dell’Indagine

Nel fascicolo dell’indagine, tra i documenti forniti dal RIS di Parma alla Procura di Pavia, è stato rinvenuto un foglio datato 20 settembre 2007 con la nota ‘Obti test (-)’, indicando che il test sui pedali della bicicletta aveva dato esito negativo. Marino ha spiegato che le analisi specifiche non sono state condotte perché le tracce risultavano inadeguate per un esame sensibile. Nonostante il test immunologico, come l’Hemoglobin Obti Test, fosse comunemente utilizzato, si è ritenuto che non fosse adatto per queste specifiche evidenze. Le tracce sono state comunque conservate per future analisi sul Dna.

Il 26 settembre 2007, in una comunicazione successiva alla Procura di Vigevano, Marino ha ribadito che il profilo ottenuto dai campioni prelevati dai pedali potrebbe essere ricondotto a tracce ematiche. Nella nota di udienza del 27 settembre 2007, la difesa di Stasi ha evidenziato l’incertezza sul risultato, affermando che le conclusioni dell’esperto che indicano una “elevata probabilità” di sangue non soddisfano il canone di certezza richiesto, risultando insufficienti per giustificare la custodia cautelare dell’indagato.

Nell’ambito delle indagini, la Procura di Pavia continua a esaminare le tracce di Dna rinvenute sulle unghie di Chiara Poggi, con particolare attenzione a un profilo maschile attribuibile a Andrea Sempio. Inoltre, indagini più recenti si sono concentrate su un’altra traccia di Dna, conosciuta come Ignoto 2, per identificare eventuali contatti con questo reperto ritenuto significativo. Il tenente colonnello Marino ha confermato di aver lavorato personalmente sui campioni di unghie e ha escluso di essere lui stesso di Ignoto 2, dopo i test effettuati.

Questa notizia mette in evidenza la complessità del caso Stasi e l’importanza delle analisi scientifiche nell’ambito delle indagini penali. La questione delle evidenze forensi e le incertezze legate ai risultati delle analisi continuano a essere temi di grande rilevanza per la giustizia e per la comunità, sottolineando la delicatezza delle decisioni legali che emergono in situazioni così intricate.