ROMA (ITALPRESS) – Ventitré cittadini egiziani sono stati espulsi dall’Italia e rimpatriati al Cairo con un volo charter organizzato nell’ambito delle iniziative europee coordinate dall’Agenzia Frontex. Questa operazione congiunta è stata realizzata in collaborazione con le autorità della Repubblica Araba d’Egitto, evidenziando l’importanza della cooperazione internazionale nella gestione delle migrazioni.
Dettagli dell’operazione di rimpatrio
Di questi 23 cittadini egiziani, diciannove erano detenuti nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) dislocati nel territorio italiano: uno a Caltanissetta-Pian del Lago, uno a Gradisca d’Isonzo, tredici a Milano-Corelli, due a Torino-Brunelleschi, uno a Brindisi-Restinco e uno a Palazzo San Gervasio. Inoltre, altri due individui sono stati espulsi dalla Questura di Milano, uno dalla Questura di Varese e uno dalla Questura di Messina. Quest’ultimo, sbarcato a Lampedusa il 7 luglio, è stato il primo cittadino straniero a essere sottoposto alla procedura accelerata di asilo e rimpatrio alla frontiera, come previsto dal nuovo Patto UE su migrazione e asilo, in vigore dal giugno scorso.
Motivazioni e preoccupazioni della sicurezza
I 23 rimpatriati, scortati da personale specializzato, presentano precedenti di polizia e penali, fra cui reati contro la persona e il patrimonio. L’operazione è stata reso possibile grazie all’accordo di collaborazione in materia migratoria stipulato tra Italia ed Egitto, che prevede la riammissione dei cittadini egiziani giunti illegalmente nel nostro Paese, facilitata anche dall’impiego di voli charter.
Questa notizia sottolinea la determinazione dell’Italia nel controllo delle frontiere e nella gestione della migrazione, in conformità con le norme europee. L’operazione non solo riflette un impegno per la sicurezza nazionale, ma anche una strategia più ampia di cooperazione internazionale per affrontare la questione migratoria.
