Lavoro

Valore assicurato risicole: quasi 740 mln e 75% coperto!

Analisi della gestione del rischio nel settore risicolo italiano

Secondo un’analisi condotta da Ismea, circa il 75% delle superfici dedicate alla coltivazione del riso in Italia è assicurato, posizionando questa coltura al primo posto tra le colture vegetali seminative nel paese. Questo dato è notevolmente superiore alla media nazionale, che si attesta intorno al 9%. Tale livello di copertura indica una forte inclinazione del settore risicolo ad adottare strumenti assicurativi per la gestione dei rischi. I risultati sono stati presentati oggi a Vercelli durante l’incontro intitolato ‘Strumenti e prospettive per la prevenzione e gestione dei rischi nella filiera del riso’, parte del Risò – Festival Internazionale del Riso di Vercelli.

Partecipazione e risultati del convegno

All’evento hanno partecipato figure di spicco del settore, tra cui Camillo Zaccarini Bonelli, Responsabile della Direzione Supporto al Piano strategico della PAC di Ismea, Paola Pietropoli, Direttore di Condifesa Vercelli Biella, e Patrizia Barrale di HowdenRE Climate Risk & Resilience. I lavori sono stati introdotti con un saluto istituzionale del Presidente Ismea, Livio Proietti, e si sono conclusi con un intervento del Direttore Generale Ismea, Sergio Marchi.

Nel 2025, il valore assicurato del riso ha raggiunto quasi 740 milioni di euro, con un incremento dell’11,9% rispetto all’anno precedente. Questo dato sottolinea l’importanza delle polizze agevolate nella protezione delle produzioni risicole nazionali e si inserisce in un contesto più ampio di evoluzione del mercato assicurativo agricolo. La distribuzione dei valori assicurati mostra una forte concentrazione nel Nord Italia, che rappresenta il 99,7% delle coperture, evidenziando la significativa presenza della risicoltura in questa zona.

Le polizze assicurative analizzate mostrano una predominanza delle coperture contro eventi di frequenza come grandine, forte vento ed eccesso di pioggia, mentre le protezioni contro i rischi catastrofali, come la siccità, sono più limitate e hanno avuto un impatto notevole sulle produzioni recenti. L’analisi di Ismea mette in luce una minore volatilità dei costi assicurativi rispetto alla media delle altre colture vegetali, un aspetto cruciale per le aziende agricole che affrontano rischi climatici e produttivi sempre più gravi, una condizione messa in evidenza anche dagli eventi climatici della scorsa estate.

“In un contesto di crescente incertezza climatica e volatilitá economica, la gestione del rischio non è più un semplice adempimento burocratico, ma diventa un elemento fondamentale per la resilienza e la competitività delle imprese”, ha dichiarato Sergio Marchi, direttore generale di Ismea, sostenendo che l’ente è impegnato a supportare imprese e istituzioni con strumenti innovativi, come il Fondo di Riassicurazione pubblico e il nuovo Cevi (Comuni Eventi Extremes Vulnerability Index), per una migliore pianificazione delle coperture e delle misure di prevenzione.

Questa analisi sulla gestione del rischio nel settore risicolo italiano sottolinea l’importanza della protezione assicurativa per garantire la sostenibilità delle produzioni agricole in un contesto sempre più avverso. La rilevanza di tali strumenti è cruciale per prepararsi a sfide future legate ai cambiamenti climatici e per promuovere la sicurezza economica degli agricoltori.