Salute

“Traumi in Italia: 3.000 morti all’anno, allerta per i giovani”

ROMA (ITALPRESS) – Il trauma grave rappresenta una questione complessa che va oltre la semplice chirurgia, coinvolgendo competenze multidisciplinari, una buona organizzazione e decisioni tempestive. Un paziente vittima di politrauma può presentare lesioni multiple, alcune delle quali potenzialmente letali, che richiedono un intervento coordinato da parte di diversi specialisti. Questo processo, definito “trauma system”, inizia con la prevenzione, prosegue con il soccorso sul luogo dell’incidente, il triage, il trasporto e la scelta dell’ospedale più idoneo. La catena prosegue con il trauma team, le diagnostiche, il controllo dell’emorragia, la chirurgia e la terapia intensiva, fino ad arrivare alla riabilitazione. “Il traumatologo si occupa di fratture, ma il trauma è molto di più: include traumi cranici, emorragie interne e ferite da arma da fuoco,” ha affermato Hayato Kurihara, responsabile di Chirurgia d’urgenza presso il Policlinico di Milano, in un’intervista per Medicina Top, un format televisivo dell’agenzia di stampa Italpress.

Le dimensioni del problema

Kurihara evidenzia l’importanza di un approccio strutturato nella gestione dei pazienti politraumatizzati: “La gestione delle emergenze deve prioritizzare il controllo dell’emorragia e le vie aeree. Ogni minuto può fare la differenza: un ritardo di tre minuti nel controllo dell’emorragia incrementa la mortalità dell’1%.” Inoltre, sottolinea l’impreparazione degli individui non addestrati ad affrontare situazioni di emergenza: “Spesso, chi si trova di fronte a gravi emorragie è disorientato. Un’azione semplice, come applicare una pressione sulla ferita, può essere cruciale per salvare una vita.”

Il Trauma System e la sua importanza

Secondo Kurihara, il Trauma System rappresenta “la catena della sopravvivenza.” Sottolinea dunque l’importanza della prevenzione, come dimostra l’obbligatorietà dell’uso del casco per gli sciatori in Italia, un provvedimento unico in Europa. Questo sistema richiede anche un servizio extraospedaliero in grado di indirizzare i pazienti verso l’ospedale più idoneo e non solo il più vicino. Inoltre, l’efficacia di un chirurgo di traumi si basa su decisionalità e leadership, essenziali per coordinare un team che può contare fino a dieci membri. “Una chirurgia d’urgenza ideale dovrebbe gestire il 70% di urgenze e il 30% di interventi programmati,” afferma Kurihara. Concludendo, annuncia una nuova opportunità professionale all’ospedale governativo di Abu Dhabi, dove contribuirà a riorganizzare il Trauma Team e i protocolli di trasferimento con altri ospedali.

La portata di questi dati rende evidente l’importanza di un sistema efficiente e ben organizzato per il trattamento dei traumi, in particolare considerando che il trauma rappresenta la prima causa di morte tra la fascia di età giovane, tra i 20 e 40 anni. Investire in queste infrastrutture e formazione è cruciale per migliorare la sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti.