
La mostra “L’abisso e la carezza”: un messaggio di rinascita
RIMINI (ITALPRESS) – La mostra “L’abisso e la carezza. Visioni del cuore d’Italia ferito dal terremoto e della sua rinascita (2016-2026)” si propone di illustrare il percorso di recupero e rinascita dopo il devastante terremoto che ha colpito l’Appennino centrale nel 2016. Promossa dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione, Guido Castelli, e dalla Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS, la mostra è stata curata da Davide Rondoni e si inserisce nella 47^ edizione del Meeting di Rimini. L’iniziativa ha ricevuto il supporto di Enel, del Ministero della Cultura, di Ales, delle quattro regioni coinvolte nel cratere sismico (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) e della Regione Friuli Venezia Giulia.
Un omaggio alla speranza e alla solidarietà
Guido Castelli ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria del dolore iniziale, una situazione definita da Rondoni come ‘abissò. Tuttavia, ha aggiunto, è essenziale riconoscerne l’evoluzione verso la ‘carezzà della ricostruzione, che simboleggia la resilienza degli abitanti e il loro impegno nel superare le difficoltà, nonostante le false partenze e la complessità burocratica che hanno rallentato il processo di recupero. La mostra presenta anche un messaggio forte: è possibile riprendersi e riconoscere la luce anche nei momenti più bui, un concetto ripreso anche da Papa Leone.
Questa esposizione racconta un’esperienza collettiva che, partendo da un trauma profondo, ha saputo mobilitare energie positive, dando vita a nuove pratiche e idee. L’arte, la solidarietà e la creatività emergono accanto alla distruzione, dimostrando come la ‘carezza’, intesa come azione di ricostruzione e supporto reciproco, possa generare nuove speranze e opportunità in una comunità ferita.
Tra le opere esposte, il lavoro dello scultore Giuliano Giuliani esplora il contrasto tra la forza e la fragilità della pietra, rappresentando la storia di un territorio segnato dal sisma. Graziano Giordani ha presentato l’opera “Attraverso la crepa”, un ricamo su legno che simboleggia la frattura e la ricostruzione del territorio. La mostra non solo celebra la resilienza delle comunità colpite, ma rappresenta anche un richiamo alla speranza e alla riattivazione delle forze positive in un centro Italia ancora in fase di recupero.
Questa iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di riscoperta culturale e sociale, evidenziando come l’arte e la collaborazione possano svolgere un ruolo fondamentale nella ricostruzione e nel superamento delle avversità, suggerendo una visione di futuro ricca di potenzialità.
