
Un piccolo ecosistema acquatico, composto da alghe, gamberetti e batteri, è stato lanciato nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS) il 16 ottobre 2023. Questo esperimento, denominato Scampi (Saltwater Crustaceans, Algae, and Microbial Population Investigation), è stato portato a bordo della ISS dopo la partenza dal Kennedy Space Center (KSC) in Florida il 13 ottobre. Scampi si propone di analizzare l’impatto della microgravità su un ecosistema chiuso che include produttori, consumatori e decompositori.
Dettagli dell’Esperimento
L’esperimento è ospitato all’interno della ICE Cubes Facility, situata nel modulo Columbus della ISS, e opererà autonomamente per un periodo di 90 giorni. Durante la missione, una telecamera di bordo documenterà immagini e video. Al termine del periodo di osservazione, l’ecosistema verrà riportato sulla Terra per effettuare analisi genetiche e microbiologiche, i cui risultati saranno attesi nel 2027. Tra i partecipanti al progetto c’è Gabriele Rigano, dottorando in Space Science and Technology, il quale collabora con il laboratorio di Astrobiologia e Biologia Molecolare dei Cianobatteri dell’Università di Roma Tor Vergata.
Obiettivi e Importanza del Progetto
Rigano ha spiegato che il suo compito nel progetto Scampi è quello di pianificare le analisi che verranno effettuate sull’ecosistema al ritorno sulla Terra, mirando in particolare al sequenziamento del DNA genomico per ricostruire la dinamica delle popolazioni microbiche e algali. “Le informazioni che otterremo saranno innovative”, afferma, “poiché questo è il primo esperimento di biologia spaziale su un ecosistema autosostenuto, il che può fornire preziose informazioni per future missioni umane a lungo termine”.
Il progetto Scampi rappresenta il culmine di un intenso programma di sviluppo che ha coinvolto 51 studenti universitari provenienti da diverse istituzioni europee e statunitensi. Questi studenti hanno lavorato insieme per progettare, costruire e testare il sistema che ora opera nella ISS. La missione illustra come le nuove generazioni di scienziati e ingegneri possano affrontare le sfide del volo spaziale umano, un aspetto cruciale per la futura esplorazione di altri corpi celesti.
In conclusione, l’esperimento Scampi rappresenta un passo significativo nella comprensione degli ecosistemi chiusi e delle interazioni che avvengono in condizioni di microgravità. I risultati attesi da questo studio non solo contribuiranno alla ricerca scientifica ma potrebbero anche rivoluzionare i metodi di sostentamento per gli astronauti in missioni di lunga durata verso la Luna, Marte e oltre.
