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Proteste Ex Ilva: Taranto e Genova in Mobilitazione Continua

Proteste a Taranto e Genova: Continua lo Sciopero degli Operai

Terzo giorno di manifestazioni a Taranto e Genova, dove gli operai, sia dipendenti diretti che dell’indotto, stanno tenendo presidi vicino allo stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. Nonostante le condizioni climatiche avverse, con freddo pungente e forte vento, le proteste continuano in seguito all’annuncio della sospensione della produzione nell’area a caldo, la quale dovrà essere completata entro il 25 ottobre. Questo sit-in è accompagnato da uno sciopero a oltranza indetto dai sindacati confederali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil. I presidi si svolgono lungo le statali 7 Appia e 106 Jonica e presso i varchi della Raffineria Eni, e proseguiranno anche domani in concomitanza con una convocazione presso la Regione Puglia a Bari.

Rifornimenti di Gasolio e Impegno della Kyma Mobilità

Nonostante la protesta, gli operai dell’ex Ilva di Taranto hanno permesso questa mattina il transito delle autocisterne per il rifornimento di gasolio destinato ai mezzi pubblici di Kyma Mobilità, che aveva annunciato la garanzia esclusiva delle corse scolastiche nella fascia oraria 6-9 e 12-15. In passato, l’azienda aveva già dovuto ridurre del 50% le corse a causa dei blocchi presso la Raffineria Eni. La Kyma ha ringraziato i lavoratori per il loro gesto di responsabilità che ha permesso di assicurare un servizio essenziale alla comunità tarantina, sottolineando l’importanza del dialogo e della collaborazione per affrontare le difficoltà.

A Genova, intanto, i lavoratori ex Ilva hanno avviato un corteo nel centro cittadino, giungendo al terzo giorno di protesta contro l’eventualità di una chiusura temporanea degli stabilimenti del Nord Italia prevista per il 15 novembre. Da lunedì, i lavoratori si sono accampati con tende davanti alla prefettura, dove ieri una delegazione ha incontrato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, presentandogli una lettera riguardante il futuro degli impianti. In un volantino diffuso, i rappresentanti sindacali ribadiscono che “la pazienza è finita” e richiedono risposte immediate da parte del governo dopo aver ricevuto il supporto della Regione Liguria e del Comune di Genova.

Queste proteste evidenziano una situazione critica che coinvolge migliaia di lavoratori e sottolineano la necessità di un dialogo costruttivo tra sindacati e istituzioni. L’andamento di queste manifestazioni potrebbe avere ripercussioni significative sul settore siderurgico e sul futuro occupazionale della regione, rendendo cruciale la richiesta di un intervento deciso da parte delle autorità competenti.