
Il grave infortunio di Tadej Pogacar alla Vuelta a España
(Adnkronos) – L’incidente verificatosi alla Vuelta a España il 29 agosto ha avuto conseguenze ben più severe di quanto inizialmente stimato. Tadej Pogacar, il ciclista sloveno che indossava la maglia rossa di leader della classifica generale, ha subito una commozione cerebrale e ha riportato la frattura della clavicola insieme a tre vertebre rotte: C7, T1 e T2. Questo bilancio preoccupante ha fatto comprendere al ciclista quanto fosse stata fortunata la sua sopravvivenza all’incidente.
La lotta contro il recupero
<pNell'intervista rilasciata a The Athletic, Pogacar ha descritto i momenti post-incidenti, rivelando: "Quando ho scoperto di avere tre vertebre rotte, mi sono sentito semplicemente felice di essere vivo e persino di essere in piedi". Ha anche condiviso le difficoltà vissute nelle prime due settimane dopo l'incidente, ammettendo di essere stato mentalmente abbattuto e di non essere una persona gradevole con cui convivere. "Non credo che Urska (la compagna, ndr) fosse felice di avermi in casa, ero semplicemente depresso", ha detto, evidenziando come le normali attività quotidiane fossero diventate un ostacolo. "Avevo bisogno dell'aiuto del medico della squadra anche per farmi la doccia. Non riuscivo a stare in piedi senza avvertire vertigini".
La ripresa dell’attività fisica ha rappresentato una svolta importante, consentendo a Pogacar di ritrovare gradualmente il proprio equilibrio mentale. Tuttavia, il sogno di partecipare agli Europei in Slovenia, previsti per il 4 ottobre, è sfumato a causa di un controllo medico che ha confermato una guarigione insoddisfacente delle fratture. Ora lo sloveno ha ripreso gli allenamenti tra ciclismo, corsa e nuoto, ma l’episodio traumatico lo ha segnato profondamente. “Se dovessi cadere di nuovo in bici, potrebbe essere molto problematico. È inquietante pensare a quanto sia grave questo tipo di infortunio”, ha commentato.
Pogacar ha anche espresso preoccupazioni per la sicurezza nelle corse, chiedendo attenzione nella preparazione dei percorsi, soprattutto negli ultimi 500 metri, evitando aree con asfalto dissestato, buche e dossi. Ha lanciato un messaggio chiaro all’UCI sulla necessità di focalizzarsi su questi aspetti piuttosto che su dettagli insignificanti. Attualmente, la sua priorità è completare il recupero, facendo attenzione a non sottovalutare i rischi. “Non ho più alcun fastidio, ma devo essere prudente. Posso fare quasi tutto normalmente”, ha concluso Pogacar.
Questa notizia sottolinea l’importanza della sicurezza nel ciclismo professionistico e la resilienza di Pogacar, il quale, nonostante le ferite, sta lavorando duramente per tornare al suo meglio. La sua esperienza può servire da monito per il miglioramento delle condizioni nelle competizioni future.
