
Federica Pellegrini parla delle delusioni nel mondo dello sport
(Adnkronos) – Durante un’intervista nel podcast ‘Non lo faccio x moda’, condotto da Giulia Salemi, Federica Pellegrini ha condiviso le sue esperienze più deludenti nel panorama sportivo, citando senza esitazione i nomi di Aldo Montano, Massimiliano Rosolino e Thomas Ceccon. La campionessa di nuoto ha spiegato che nel corso della sua carriera ha incontrato diverse difficoltà relazionali, alcune delle quali sono state particolarmente pesanti.
Riflettendo sulle critiche ricevute in passato, Pellegrini ha affermato: “Quando le critiche provengono da colleghi, sono sempre deludenti. Le critiche esterne si comprendono meglio, mentre quelle interne fanno più male”. La nuotatrice ha espresso il suo rammarico per essersi sentita tradita da persone che considerava amici, sostenendo: “Tutti si comportano come amici fino a quando non ti voltano le spalle. Questa situazione è difficile da accettare.” Inoltre, ha notato che le critiche sono giunte principalmente da uomini, un fenomeno che, pur avendo riflettuto sul perché, rimane per lei un mistero.
I nomi dei colleghi e le polemiche
Pellegrini ha citato alcuni episodi legati ai suoi colleghi. Nel 2024, Thomas Ceccon, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, aveva espresso la sua mancanza di stima nei confronti della Pellegrini, affermando: “Per me non è niente. Non si è mai fatta sentire, io mi occupo delle mie cose”. Anche il confronto con Aldo Montano, avvenuto dopo i Giochi di Londra nel 2012, ha suscitato discussioni, poiché lo schermidore aveva definito la nuotatrice come “snob” e “altezzosa”, lamentando la sua mancanza di cortesia nei saluti.
Infine, Massimiliano Rosolino ha fatto parte della sua storia personale, con un presunto flirt che lui stesso ha smentito. Nel 2013, Rosolino ha descritto Pellegrini come “maleducata” e ha affermato che si comportava come se fosse sempre su un “piedistallo”.
La testimonianza di Federica Pellegrini mette in luce le complesse dinamiche interpersonali nel mondo dello sport e offre uno spaccato inedito delle relazioni tra atleti. Questa visione, seppur personale, solleva interrogativi importanti sulla natura delle interazioni all’interno di un ambiente altamente competitivo e visibile. La risonanza delle sue parole offre spunto per riflettere sulle pressioni e le aspettative che affrontano gli sportivi, sia dentro che fuori dalla piscina.
