Nuove speranze nella cura della coronaropatia
Milano (ITALPRESS) – Un importante passo avanti nella rivascolarizzazione percutanea delle stenosi coronariche (PCI) è stato presentato al congresso TCT – Transcatheter Cardiovascular Therapeutics 2026 di San Diego. Lo studio P4 (Precise Procedural and PCI Plan), recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine, dimostra che l’intervento guidato dalla tomografia computerizzata coronarica (CCTA) offre risultati clinici comparabili a quelli ottenuti con l’ecografia intravascolare (IVUS), ma con procedure più rapide e un minor impiego di mezzo di contrasto. Il progetto è stato guidato dal professor Daniele Andreini, responsabile dell’unità di Cardiologia Universitaria presso l’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano.
Dettagli dello studio e risultati
Il professor Andreini, insieme al professor Antonio Bartorelli, ha condotto un’analisi su 1.105 pazienti provenienti da 23 centri di 8 Paesi. Tutti i partecipanti avevano lesioni coronariche significative, con un restringimento superiore al 70%. I risultati a 12 mesi hanno mostrato che le complicazioni gravi nel vaso trattato si sono verificate nel 4,1% dei pazienti nel gruppo trattato con CCTA e nel 4,6% in quello trattato con IVUS, dimostrando così la non inferiorità della strategia basata sulla TAC. Inoltre, le procedure guidate dalla TAC sono state in media più brevi di 17 minuti e hanno richiesto meno contrasto (150 ml rispetto a 170 ml).
Una delle innovazioni principali di questo approccio è stata la possibilità di identificare in anticipo il calcio presente nelle arterie, permettendo così una pianificazione più efficace, attraverso tecniche come la litotrissia e l’aterectomia, che sono state utilizzate 2,5 volte più frequentemente nel gruppo CCTA.
Secondo Andreini, la redistribuzione della tecnologia CCTA potrebbe rivoluzionare la pratica clinica quotidiana, rendendo la pianificazione preprocedurale più accessibile e aumentando la qualità del servizio per i pazienti. Con la maggior parte delle procedure PCI attualmente guidate solo dall’angiografia coronarica, che è meno precisa, l’integrazione di metodologie non invasive rappresenta un cambiamento significativo.
Questo studio non solo suggerisce che la CCTA possa giocare un ruolo decisivo nella pianificazione delle intereventi, ma prefigura anche un futuro in cui questa tecnologia diventi parte integrante delle linee guida internazionali per la gestione della coronaropatia, la principale causa di morte a livello mondiale. Inoltre, è previsto un prolungamento della sorveglianza dei pazienti fino a 5 anni, promettendo ulteriori dati a sostegno di questo innovativo approccio terapeutico nella cardiopatia ischemica.
In conclusione, i risultati dello studio P4 potrebbero segnare una svolta significativa nella gestione della coronaropatia, aumentando l’efficacia delle procedure e migliorando la sicurezza per i pazienti. La crescente diffusione della CCTA offre l’opportunità di un accesso maggiore a trattamenti cardiologici avanzati, contribuendo a migliorare la qualità della cura nella popolazione.

