
Il morbillo: un virus altamente contagioso e le sue conseguenze
(Adnkronos) – Il morbillo si rivela più contagioso dell’Ebola, della tubercolosi e persino dell’influenza, rivestendo un ruolo di grande preoccupazione nel panorama sanitario attuale. Negli Stati Uniti, il morbillo ha causato la peggiore epidemia degli ultimi 35 anni, con il recente decesso di un bambino nello Stato di New York, il primo in oltre tre decenni. Questo virus ha la spiccata caratteristica di rimanere nell’aria e sulle superfici per due ore dopo il passaggio di un soggetto infetto. Inoltre, chi è infetto può trasmettere il virus fino a quattro giorni prima della comparsa dell’eruzione cutanea tipica della malattia, aumentando così il rischio di contagio tra i bambini non vaccinati che vivono nelle vicinanze.
Situazione epidemiologica in Europa e Italia
Secondo l’ultimo rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) datato 30 ottobre, negli ultimi 12 mesi fino al 30 settembre 2023, 30 Stati dell’Unione Europea e dello Spazio economico europeo hanno registrato un totale di 2.325 casi di morbillo. Di questi, il 28% proviene dall’Italia, che si posiziona così al primo posto per numero di contagi, con 651 casi. Altri Paesi con un alto numero di infezioni includono Bulgaria, Romania, Spagna e Francia. Attualmente, molti dei contagi avvengono tra persone non vaccinate (71,8%) o che hanno ricevuto una sola dose del vaccino (16,7%). I medici continuano a lanciare appelli per incentivare la vaccinazione, soprattutto tra i bambini.
Il virus del morbillo, appartenente al genere Morbillivirus, è estremamente diffuso e ha un solo sierotipo; l’uomo è il suo unico ospite naturale. Prima dell’introduzione dei vaccini, le epidemie di morbillo si verificavano ogni due o tre anni, causando circa 2,6 milioni di decessi all’anno. Le vaccinazioni hanno portato a una notevole diminuzione dell’incidenza della malattia a livello globale, ma il morbillo continua a causare morbilità e mortalità, in particolare nei Paesi in via di sviluppo. Secondo l’OMS, sono stati calcolati 95.000 decessi nel 2024, la maggior parte dei quali riguarda bambini di età inferiore ai cinque anni.
In Italia, le attuali coperture vaccinali sono del 94,77% per la prima dose e dell’84,45% per la seconda. È importante notare che nessuna Regione o Provincia autonoma ha raggiunto la soglia del 95% per la seconda dose, considerata necessaria per garantire l’immunità di gregge e interrompere la trasmissione del virus. Senza un aumento delle coperture vaccinali, il rischio di epidemie di morbillo rimane elevato, sottolineando l’importanza della prevenzione attraverso la vaccinazione.
In conclusione, la diffusione del morbillo rappresenta una seria minaccia per la salute pubblica, evidenziando la necessità di mantenere elevati tassi di vaccinazione. Solo attraverso sforzi concertati per incrementare le coperture vaccinali sarà possibile proteggere i gruppi più vulnerabili e prevenire il ritorno di questa malattia altamente contagiosa.
