Salute

“Malattia della pioggia in crescita in Europa: pochi allarmi”

La dermatofilosi, nota come “malattia della pioggia”, in allerta in Europa

La dermatofilosi, comunemente definita “malattia della pioggia”, sta suscitando crescente preoccupazione in Europa a causa dell’aumento dei casi registrati in vari Paesi. Secondo un report pubblicato il 17 giugno dall’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), focolai dell’infezione cutanea, causata dal batterio Dermatophilus congolensis, sono stati rilevati in Francia, Germania, Spagna, Svezia e Norvegia. Sebbene questo batterio colpisca principalmente bovini e altri animali, le infezioni umane erano fino a poco tempo fa piuttosto rare.

Modifiche nelle modalità di trasmissione

L’ECDC ha espresso preoccupazione riguardo a un possibile cambiamento nelle modalità di trasmissione del batterio, con una crescente probabilità di contagio da persona a persona attraverso il contatto fisico stretto. Nel suo aggiornamento del 21 agosto, l’agenzia ha evidenziato che i casi si registrano prevalentemente tra uomini gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Al 20 agosto 2026, sono stati confermati 123 casi in dieci Paesi europei, tra cui Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

Un recente caso nel Regno Unito ha attirato l’attenzione della rivista scientifica ‘BMJ’, poiché rappresenta la prima infezione cutanea a trasmissione sessuale identificata nel Paese, con un legame evidenziato alla frequentazione di locali dove si praticano attività sessuali. Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, la dermatofilosi provoca principalmente lesioni cutanee come papule, pustole e croste, ma i casi attuali sono stati generalmente lievi e ben responso alla terapia antibiotica. La situazione epidemiologica attuale ha reso importante un’attenta sorveglianza, anche se il rischio per la popolazione generale viene considerato molto basso.

In conclusione, la dermatofilosi merita considerazione come fenomeno insolito, mentre non si configura come una nuova emergenza sanitaria. Attualmente, l’Italia non ha segnalato casi, e le autorità sanitarie continuano a monitorare la situazione, sottolineando che la prevenzione è fondamentale, soprattutto per coloro che hanno contatti ravvicinati con animali o persone in ambienti caldo-umidi.