
La ricerca italiana in difficoltà: il monito di Massimo Andreoni
(Adnkronos) – Durante l’incontro ‘Generare innovazione. Creare salute’, tenutosi a Roma, Massimo Andreoni, professore emerito di Malattie infettive presso l’Università Tor Vergata e membro del Consiglio superiore di sanità, ha messo in evidenza la crisi che sta attraversando la ricerca in Italia. Attualmente, il Paese destina solo l’1,37% del proprio Pil alla ricerca, un valore significativamente inferiore alla media europea che si attesta sul 2,1%. In questo contesto, iniziative come i bandi promossi da Gilead emergono come esempi significativi di sinergia tra la ricerca pubblica indipendente e il settore privato, contribuendo a mantenere elevato il profilo scientifico dell’Italia a livello internazionale.
Le sfide e le opportunità per il futuro della ricerca
Andreoni ha sottolineato l’eccellenza delle proposte di ricerca presentate dai ricercatori italiani, evidenziando come i bandi Gilead siano diventati un appuntamento di riferimento nel panorama scientifico nazionale. Tuttavia, ha espresso preoccupazione per la scarsità di finanziamenti, che potrebbe compromettere la capacità del Paese di mantenere un ruolo di rilievo nelle aree della infettivologia, oncologia ed ematologia. La situazione è particolarmente critica per le nuove generazioni di ricercatori, che sempre più spesso si vedono costretti a cercare opportunità all’estero a causa della mancanza di fondi.
Secondo Andreoni, è fondamentale rivedere le strategie nazionali di finanziamento e potenziare il sistema della ricerca in Italia. L’opinionista ha inoltre enfatizzato l’importanza di migliorare le infrastrutture dedicate all’attività scientifica e di promuovere una maggiore integrazione tra ricerca pubblica e privata. “Cambiare mentalità riguardo alla collaborazione tra i due poli è essenziale”, ha affermato, sottolineando che le istituzioni dovrebbero incentivare i progetti delle aziende farmaceutiche e favorire una maggiore cooperazione con il mondo accademico.
In conclusione, la situazione della ricerca italiana rappresenta una sfida cruciale per il futuro del Paese. È imperativo garantire maggiori investimenti e risorse per mantenere la competitività a livello internazionale, soprattutto in un periodo in cui la collaborazione tra pubblico e privato può rivelarsi determinante per l’innovazione e il progresso scientifico.
