Salute

“Fenilchetonuria: Lo Screening che ha Stravolto le Vite”

Il Ruolo Fondamentale dello Screening Neonatale nella Fenilchetonuria

Lo screening neonatale rappresenta una misura cruciale per la diagnosi precoce della fenilchetonuria, una malattia metabolica rara. Alberto Burlina, ricercatore senior dell’Università di Padova, ha dichiarato all’Adnkronos Salute che questa procedura consente di identificare la malattia prima della comparsa dei sintomi. A differenza di altre patologie, i segni di fenilchetonuria non sono immediatamente evidenti alla nascita; l’accumulo di fenilalanina nell’organismo richiede mesi prima di manifestare problemi neurologici. In genere, la disabilità neurologica si presenta dopo il primo anno di vita.

Prevenzione e Diagnosi della Malattia

Burlina ha sottolineato l’importanza di questo screening per evitare gravi forme di disabilità intellettiva e neurologica. Prima della sua introduzione, i pazienti arrivavano a condizioni critiche. Oggi, grazie alle analisi preventive, i casi diagnosticati solo dopo l’inizio dei sintomi sono diventati molto rari, simili ai progressi avuti con le vaccinazioni. Tuttavia, l’esperto evidenzia la necessità di un registro nazionale per raccogliere dati più completi sulla diffusione della malattia e sulla storia clinica dei pazienti.

Un altro aspetto cruciale nella gestione della fenilchetonuria è l’alimentazione. La malattia deriva dall’eccesso di fenilalanina, un aminoacido presente in molti alimenti. Pertanto, Burlina raccomanda di limitare severamente il consumo di cibi ad alto contenuto proteico, come carne, pesce e uova, senza però eliminare completamente le proteine. Esistono sostituti e miscele di aminoacidi privi di fenilalanina che possono accompagnare i pasti, consentendo ai pazienti di crescere normalmente.

È importante notare che una diagnosi tardiva può comportare rischi significativi. Se la malattia non viene identificata precocemente, la dieta aiuta a controllare i livelli di fenilalanina, ma non può invertire i danni neurologici già instaurati. Tuttavia, rispetto all’aspettativa di vita, Burlina rassicura: non ci sono limitazioni particolari, con pazienti che riescono a condurre una vita attiva e soddisfacente anche fino all’età avanzata.

In conclusione, il progresso nello screening neonatale e nella gestione della fenilchetonuria rappresenta un grande successo della medicina preventiva, con un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti. Proseguire nella raccolta di dati e nella sensibilizzazione sulla malattia è fondamentale per garantire un’assistenza sempre più efficace.