Salute

“Estate di violenze nei pronto soccorso: denunce in aumento”

Aumento delle aggressioni al personale sanitario in Italia

(Adnkronos) – L’estate 2023 è stata caratterizzata da un preoccupante aumento di aggressioni nei confronti del personale sanitario, sia negli ospedali che nei Pronto soccorso. L’episodio più violento è avvenuto all’ospedale di Prato, dove un detenuto ha aggredito gli agenti che lo scortavano, causando l’esplosione di colpi di arma da fuoco. Tuttavia, si sono registrati numerosi altri eventi simili: all’ospedale della Versilia, un infermiere è stato colpito al volto, mentre a Catania un uomo in stato di agitazione ha tentato di aggredire un medico. In Napoli, un marito di una paziente ha affrontato uno specializzando di Ostetricia e a Reggio Emilia, un’altra professionista è stata aggredita al Pronto soccorso. Episodi di minacce e violenze sono stati riportati anche nelle strutture di Firenze e Vicenza, in aggiunta a un tentato strangolamento ai danni di un’infermiera a Bologna.

Le cause e la necessità di interventi

Questi eventi rappresentano solo una parte delle violenze messe in evidenza dai media negli ultimi mesi. Secondo Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), il problema è complesso e radicato in una questione culturale e sociologica. Anelli sottolinea che per affrontare la violenza nei contesti sanitari non bastano misure repressive; è fondamentale investire nell’educazione e promuovere una cultura di rispetto all’interno delle strutture sanitarie. A questo proposito, la Fnomceo ha avviato iniziative per garantire che ogni aggressione venga denunciata e registrata nel nuovo Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, strumento essenziale per analizzare e affrontare il problema.

Per affrontare questa emergenza, sono richieste ampie iniziative, come il rafforzamento della sicurezza nelle strutture sanitarie attraverso l’installazione di videocamere, l’uso di body-cam per gli operatori e la presenza di posti di polizia. Inoltre, Anelli invita a ricordare le vittime di violenza nel settore, come la psichiatra Paola Labriola, aggredita e uccisa da un paziente nel 2013. In sua memoria, si terrà il 19 settembre un concerto a Bari per richiamare l’attenzione su questi temi.

I dati registrati testimoniano una crescente preoccupazione: nel 2025 si sono verificati quasi 18.000 episodi di aggressione, coinvolgendo oltre 23.000 operatori sanitari. La Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza evidenzia una stabilità nelle segnalazioni, sebbene si registri un aumento degli operatori coinvolti. Le aggressioni verbali sono le più comuni, rappresentando il 69% delle segnalazioni, e interessano in particolare infermieri e donne, con percentuali superiori al 60% in molte regioni.

In conclusione, la crescente violenza contro il personale sanitario richiede un’attenzione immediata da parte delle istituzioni, un’importante riflessione sociale e l’implementazione di misure efficaci per garantire un ambiente di lavoro sicuro per i professionisti della salute.