
La Storia di Fabio Maria Damato e Chiara Ferragni
Fabio Maria Damato, ex braccio destro di Chiara Ferragni, è stato ospite sabato 19 settembre nel programma “Verissimo”, dove ha condiviso la sua versione riguardo al noto scandalo del “Pandoro-gate”. La sua testimonianza segna un momento importante che ha influenzato la fine della sua lunga collaborazione con l’imprenditrice digitale, costruita nel tempo con grande impegno.
La Fine della Collaborazione
In un primo momento, Damato aveva scelto di mantenere il silenzio di fronte alle polemiche suscitate dal pandoro-gate, ma ora ha deciso di esprimere il suo punto di vista: “Questa è anche la mia storia e ho il dovere di raccontarla”. Dopo un periodo caratterizzato da difficoltà personali e depressione, il manager ha iniziato a riflettere sugli eventi accaduti, sempre con rispetto nei confronti di Ferragni, descritta da lui come una figura di riferimento professionale.
Riguardo ai rapporti tra lui e Chiara, Damato ha affermato che non ci sono mai stati scontri diretti, nemmeno dopo il sorgere dello scandalo. Ha rassegnato le dimissioni dall’azienda dopo circa due mesi, spiegando che non si sentiva più in sintonia con gli sviluppi aziendali: “Non ci siamo nemmeno confrontati”. Oggi, afferma che non esiste più un legame tra loro, evidenziando come sia complicato ripristinare un rapporto dopo aver condiviso così tanto.
Il manager ha ricordato il momento in cui esplose l’inchiesta condotta da Selvaggia Lucarelli, la quale portò a una denuncia per truffa aggravata l’anno successivo. “È stata una sorpresa per tutti noi”, ha commentato. Damato ha poi sottolineato di non aver mai percepito pratiche scorrette: “Per me era tutto in buona fede; non vedevo alcun motivo per un personaggio noto come Chiara Ferragni per compromettersi”. Inoltre, ha dichiarato di dissociarsi dalla decisione di realizzare un video controverso, esprimendo che avrebbe comunicato diversamente riguardo alle dinamiche dell’operazione.
In merito alla sua interazione con Fedez, ha riferito che i loro rapporti erano “totalmente di circostanza”, rispettando i limiti professionali imposti dalla sua posizione. Concludendo, Damato ha evidenziato la necessità di maggiore trasparenza nelle comunicazioni aziendali, suggerendo che tale approccio avrebbe potuto aiutare a mitigare le critiche e il malcontento del pubblico.
Questa testimonianza di Fabio Maria Damato offre uno sguardo approfondito su una delle collaborazioni più seguite del mondo digitale e mette in luce le complessità dei rapporti professionali in un contesto così esposto al pubblico. La sua storia rimane un esempio di come la comunicazione e la gestione delle crisi siano cruciali per il successo e la stabilità di un marchio.
