Salute

“Combatti il DLBCL: Anticorpi bispecifici e chemioterapia vincenti”

Nuove speranze nel trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B

(Adnkronos) – Uno studio recente intitolato ‘Starglo’ ha dimostrato, per la prima volta, che la combinazione tra il farmaco glofitamab e la chemioterapia GemOx, in aggiunta a R-GemOx, si rivela significativamente più efficace rispetto alla sola chemioterapia nei pazienti affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl) che hanno avuto recidive o sono refrattari ai trattamenti. Questo risultato segna un’importante evoluzione nel trattamento dei pazienti non eleggibili per il trapianto autologo, che ora non devono più considerare la chemio-immunoterapia come standard di cura. Secondo Paolo Corradini, professore di Ematologia presso l’Università degli Studi di Milano e direttore della divisione di Ematologia della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, tale scoperta rappresenta un progresso significativo nel campo della terapia oncologica.

Un confronto innovativo tra terapie

Il professor Corradini ha sottolineato come questo studio sia il primo al mondo a esaminare in modo randomizzato l’efficacia di un anticorpo bispecifico in combinazione con la chemioterapia, rispetto alla chemioterapia da sola. Ha inoltre evidenziato che il gruppo di pazienti valutato, con un’età mediana di 68 anni, rappresenta una popolazione particolarmente fragile, essendo questi pazienti non idonei per un trapianto autologo. La randomizzazione 2 a 1, in cui due pazienti sono stati assegnati al gruppo della terapia più attiva, è stata effettuata con la consapevolezza degli investigatori riguardo la probabile maggiore efficacia del braccio sperimentale, nonostante il braccio chemioterapico non fosse particolarmente robusto.

Per quanto riguarda le opzioni terapeutiche attualmente disponibili, il professor Corradini ha anticipato che sono in arrivo altre molecole promettenti, il che complica la scelta della migliore terapia per ciascun paziente. La mancanza di studi diretti che confrontano le diverse terapie attive, come le Car-T rispetto ai bispecifici, rende la situazione ancora più complessa. Tuttavia, ha concluso sottolineando che la disponibilità di molte terapie efficaci rappresenta un progresso significativo nel trattamento, rispetto alla scarsità di opzioni del passato.

In sintesi, lo studio ‘Starglo’ non solo offre nuove possibilità per i pazienti con Dlbcl recidivato o refrattario, ma evidenzia anche la crescente complessità nella scelta delle terapie, suggerendo un futuro promettente e ricco di opportunità nel campo dell’ematologia oncologica.