
(Adnkronos) – L’estate del 2026 ha evidenziato un forte impatto delle ondate di calore sul sistema di emergenza-urgenza del Lazio, che ha gestito la situazione senza particolari difficoltà. “Quest’anno abbiamo registrato la quinta ondata di calore e i dati provenienti dalla Centrale Operativa di Roma mostrano un incremento delle chiamate proporzionale all’aumento delle temperature. Nei primi 15 giorni di agosto, rispetto allo stesso periodo del 2025, le chiamate al numero 118 sono aumentate di circa il 25%. Nel solo mese di luglio, la Centrale ha ricevuto 45.116 contatti (+14,4% rispetto a luglio 2025), da cui sono derivati 40.670 interventi (+9,1%), di cui 24.656 hanno necessitato di trasporto in ospedale e 13.580 sono stati gestiti sul posto”, ha riferito Ares 118.
Incremento delle chiamate e gestione degli interventi
Nella Centrale Operativa del Lazio Sud, che ha visto un aumento del traffico turistico, sono state registrate 13.168 schede a luglio (+23,2%) e 11.648 missioni (+6,6%), con 3.710 interventi effettuati sul posto. Un andamento simile, sebbene con numeri inferiori, è stato riscontrato nella Centrale Lazio Nord. Per far fronte ai flussi turistici, Ares 118 ha progettato, come ogni anno, il Piano Mare, che quest’anno ha visto una stretta collaborazione con la Guardia Costiera. Questo piano è finalizzato a garantire il soccorso sanitario nelle località balneari più frequentate. Non a caso, il 23 luglio scorso, al largo di Civitavecchia, un marittimo di 61 anni è stato salvato grazie all’azione coordinata tra Guardia Costiera, mezzi navali, personale di terra ed elisoccorso.
Riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza
“I risultati di questa stagione estiva non solo dimostrano una risposta efficace a picchi straordinari di richiesta, ma evidenziano anche un avanzamento significativo nell’organizzazione della rete di emergenza-urgenza nel Lazio”, ha dichiarato Narciso Mostarda, direttore generale di Ares 118. “Stiamo lavorando a un modello di sanità territoriale moderno e coeso, che mira a garantire pari accesso alle cure per tutti i cittadini”. L’integrazione tra il Numero Unico Europeo per le Emergenze (Nue) 112, il servizio di soccorso 118 e il Numero europeo armonizzato (Nea) 116117, che ora copre l’intero territorio regionale, costituisce un pilastro fondamentale di questa nuova architettura della salute pubblica.
In sintesi, il crescente numero di chiamate per assistenza sanitaria, che ha visto un aumento di richieste del 19% rispetto all’anno precedente, sottolinea l’importanza di un sistema di emergenza-urgenza ben strutturato per affrontare situazioni critiche, specialmente durante periodi di caldo intenso. La riorganizzazione e l’innovazione tecnologica del servizio, insieme al supporto strategico per i cittadini più fragili, sono cruciali per garantire un intervento rapido e adeguato a tutte le esigenze. Questo scenario evidenzia l’impegno delle autorità sanitarie del Lazio nella tutela della salute pubblica, in un contesto estivo caratterizzato da sfide climatiche significative.
