AIA (PAESI BASSI) – È morta all’età di 85 anni l’ex generale serbo bosniaco Ratko Mladic, condannato per genocidio e crimini di guerra. L’anziano ex ufficiale ha subito diversi ictus negli ultimi anni e si trovava nell’ospedale del centro di detenzione di Scheveningen all’Aia, dove riceveva assistenza palliativa da tempo. Mladic stava scontando una pena a vita, emessa dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia nel 1995, a seguito di gravi accuse relative ai crimini commessi durante il conflitto balcanico.
Le Condanne e i Crimini di Guerra
Tra i crimini per cui Mladic è stato condannato spicca il genocidio di Srebrenica, che gli è valso l’appellativo di “macellaio”. Il suo operato include anche l’assedio di Sarajevo e le sistematiche persecuzioni e deportazioni di popolazioni bosniache durante la guerra negli anni ’90. Dopo la fine del conflitto, Mladic scomparve dalla circolazione per circa 16 anni, diventando uno dei latitanti più ricercati in Europa.
Arresto e Arresto Giudiziario
L’ex generale fu arrestato il 26 maggio 2011 a Lazarevo, in Serbia, e successivamente trasferito all’Aia pochi giorni dopo la cattura. Nato nel 1943 in Bosnia, Mladic intraprese una carriera militare nell’esercito jugoslavo, raggiungendo posizioni di crescente responsabilità. Con la dissoluzione della Jugoslavia, si unì ai combattimenti in Croazia e, nel 1992, divenne comandante dell’Esercito della Repubblica Srpska durante la guerra in Bosnia. Nel 2017, fu condannato all’ergastolo per 10 dei 11 capi d’accusa, con la sentenza che divenne definitiva nel 2021.
La morte di Ratko Mladic segna la fine di una figura controversa e simbolo di un capitolo doloroso della storia jugoslava, con implicazioni significative per la giustizia internazionale e la memoria collettiva delle atrocità avvenute durante i conflitti degli anni ’90.
