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Vendemmia in Puglia: abbondanza di uva ma mercato in difficoltà
Bari (ITALPRESS) – Le vigne della Puglia si preparano per una vendemmia abbondante, ma cresce l’inquietudine legata a un mercato del vino che mostra segnali di sofferenza. Secondo le prime valutazioni di Confagricoltura Puglia, si prevede un aumento della produzione di uva da vino di circa il 10% rispetto al 2025, grazie a un buono stato di salute delle piante. Tuttavia, il caldo intenso di queste settimane ha anticipato la maturazione, complicando la programmazione della raccolta, già avviata in diverse zone della regione con alcuni giorni di anticipo rispetto al solito. Questo dato viene considerato con cautela da Confagricoltura Puglia, poiché la quantità di prodotto non risolve i problemi di filiera.
Le giacenze e le prospettive di mercato
Secondo l’ultimo report “Cantina Italia” dell’ICQRF, aggiornato al 31 luglio 2026, le cantine pugliesi si presentano all’avvio della nuova campagna con elevate giacenze: ben 4.286.827 ettolitri di vino, equivalenti al 10,1% dello stock nazionale, posizionando la Puglia come la terza regione d’Italia, dopo Veneto e Toscana. Non si tratta solo di quantità, ma per il 73,2% si tratta di vino di qualità, tra DOP e IGP. Inoltre, la Puglia detiene il primato nazionale per le giacenze di mosto, con quasi il 30% del totale, segnale di un settore produttivo che fatica a smaltire quanto raccolto. D’altro canto, l’export di vino pugliese ha mostrato segnali positivi, toccando nel 2025 i 242 milioni di euro, con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente e un balzo di quasi il 50% rispetto al 2020, in controtendenza rispetto al dato nazionale.
Il presidente di Confagricoltura Puglia, Antonello Bruno, sottolinea che questi risultati attestano come i vini pugliesi stiano guadagnando credibilità sui mercati esteri. Tuttavia, sono necessari margini di crescita, in particolare nei segmenti ad alto valore aggiunto. Bruno evidenzia che il mercato interno si trova in una fase di transizione: il consumo pro capite è stabilizzato attorno ai 35,6 litri all’anno, e i consumatori mostrano una crescente attenzione alla qualità, prediligendo vini bianchi, rosati e bollicine. Questo cambiamento pone una sfida alla Puglia, storicamente nota per i suoi vini rossi, richiedendo un equilibrio tra l’adattamento alle nuove tendenze di consumo e la preservazione dell’identità dei vitigni autoctoni come Primitivo e Negroamaro.
In questo contesto, Confagricoltura Puglia chiede un maggiore impegno da parte della Regione e del Governo nazionale. È fondamentale attivare nuovi canali per l’export, promuovere una corretta cultura del vino e fornire strumenti di sostegno alla liquidità delle aziende, che affrontano costi di stoccaggio in aumento. Misure selettive per le produzioni in eccedenza e un rilancio della promozione internazionale sono essenziali per consolidare i risultati già ottenuti nell’export. Un intervento tempestivo è cruciale per evitare che un’annata produttivamente positiva si traduca in un eccesso di stock e in una pressione insostenibile sui prezzi dei viticoltori.
Questa notizia è significativa poiché offre uno spaccato della realtà vitivinicola pugliese, evidenziando sia le opportunità di crescita sui mercati esteri sia le sfide da affrontare a livello nazionale.
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