
La crisi climatica e i ghiacciai delle Alpi francesi
(Adnkronos) – Le Alpi francesi stanno vivendo un grave effetto della crisi climatica, caratterizzato da una significativa diminuzione delle nevicate e da un forte deterioramento dei ghiacciai. Queste problematiche sono state evidenziate dalla campagna internazionale “Carovana dei ghiacciai 2026”, promossa da Legambiente in collaborazione con Cipra Italia e la Fondazione Glaciologica Italiana. La settima edizione della campagna è stata inaugurata in Francia, dove, dal 2000, si stima che i ghiacciai abbiano perso circa il 35% del loro volume totale, colpendo anche quelli situati oltre i 3000 metri, come nel caso della Grande Motte, nel comprensorio di Tignes, nel Parco nazionale della Vanoise.
Il ghiacciaio della Grande Motte e il lago glaciale
Il ghiacciaio della Grande Motte è stato oggetto di particolare attenzione durante questa tappa. Secondo i dati forniti dall’Inrae‑Groupe de Glaciologie, dal 1982 il ghiacciaio ha subito una riduzione del 70% del volume e del 30% della sua area. La superficie del ghiacciaio presenta numerosi crepacci e zone annerite, con la fusione che ha dato origine a un lago glaciale chiamato ‘Lac de Rosolin’, situato poco sotto la base del ghiacciaio. Monitorato dal 2019, il lago ha visto il suo volume d’acqua ridotto, passando da 150mila metri cubi a 50mila, al fine di limitare il rischio di esondazioni improvvise verso la stazione di Tignes.
Il caso del Lac de Rosolin rappresenta un esempio chiaro di come sia necessario gestire un territorio in mutamento. Il Comune di Tignes, insieme alle autorità statali e agli enti scientifici, sta lavorando per monitorare il lago e ridurne il volume, per mitigare i pericoli di eventi alluvionali. Un tempo, a Tignes si poteva sciare tutto l’anno; oggi, la comunità deve fronteggiare la fusione accelerata dei ghiacciai, l’aumento delle temperature e la gestione delle nuove risorse, come il lago glaciale. Questo tema è al centro dei recenti progetti scientifici avviati in Francia.
Durante questa prima tappa in terra francese, la Carovana dei ghiacciai ha sottolineato l’importanza di una pianificazione territoriale che risponda alla crisi climatica, proponendo una governance europea dei ghiacciai e il riconoscimento di tali formazioni come beni comuni interconnessi con sistemi ecologici e idrologici.
Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia, ha dichiarato: “Le Alpi, a causa della crisi climatica, stanno cambiando, diventando sempre più fragili e instabili”. Essa ha sottolineato la necessità di passare da una pianificazione della stabilità a una del cambiamento, evidenziando come la Francia stia già dimostrando buone pratiche nella gestione del rischio, un esempio che l’Italia dovrebbe seguire.
Marco Giardino, vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italiana, ha aggiunto che il Lago de Rosolin è frutto del ritiro del ghiacciaio Grande Motte e ha spiegato che sono stati condotti studi per abbassarne il livello, sfruttando la natura carsica del substrato roccioso. Questo know-how rappresenta una risorsa preziosa per la gestione della transizione ecologica in un’area di rilevante interesse naturalistico, turistico e sportivo.
La Carovana dei ghiacciai ha anche visitato la Riserva Naturale della Grande Sassière, parte del progetto Waterwise, in collaborazione con l’Unione Europea. Questa iniziativa mira a comprendere l’impatto del ritiro dei ghiacciai sulle risorse idriche e sulle comunità alpine. Dopo la tappa francese, la Carovana proseguirà in Italia, visitando diverse località alpine dal 20 agosto in avanti.
In conclusione, la crisi climatica nelle Alpi francesi solleva importanti interrogativi sul futuro dell’ambiente e delle comunità locali. È fondamentale promuovere una governance efficace e politiche di adattamento per preservare questi ecosistemi preziosi e garantire un approccio sostenibile in vista delle sfide climatiche in atto.
