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“Roberto Burioni ammonito: svelati dati personali su social”

Ammonimento per Roberto Burioni da parte del Garante della Privacy

Secondo le informazioni fornite da Adnkronos, il Garante della Privacy ha emesso un ammonimento nei confronti del professor Roberto Burioni, immunologo di fama, per violazione dei principi di liceità, correttezza, finalità e minimizzazione dei dati come previsto dal Codice della Privacy. L’atto si riferisce alla pubblicazione, sui suoi profili social, di dati personali di alcuni firmatari di un esposto disciplinare contro di lui, come generalità ed estratti della carta di identità. Successivamente, Burioni ha rimosso tali dati dai suoi post.

Il provvedimento dell’Autorità Garante della Privacy

Con il provvedimento n. 755 del 7 ottobre 2026, l’Autorità ha sottolineato l’importanza di informare su questioni di pubblico interesse, evidenziando come la rivelazione dell’identità di alcuni firmatari non sia giustificata in termini di necessità e proporzionalità. Secondo il Garante, la condotta di Burioni non ha fornito un contributo informativo adeguato e il trattamento dei dati non si è rivelato conforme ai diritti fondamentali di protezione dei dati.

In risposta, la difesa di Burioni ha dichiarato che non vi sarebbe motivo di omettere i nomi delle persone che hanno presentato l’esposto, poiché ciò minerebbe la sua credibilità scientifica e lo costringerebbe a difendersi pubblicamente. Tuttavia, l’Autorità ha ribadito che la libertà di espressione non giustifica la pubblicazione di dati identificativi in modo sproporzionato, specialmente quando questi non sono necessari al dibattito critico.

Il Garante ha, infine, chiarito che la cancellazione dei post non è sufficiente a rimuovere gli effetti lesivi della divulgazione di tali dati, che restano accessibili al pubblico attraverso il seguito social del professor Burioni. Questo intervento mette in evidenza l’importanza della protezione dei dati personali nel contesto della libertà di espressione e della critica.

Questa notizia risulta di grande rilevanza poiché sottolinea la tensione tra libertà di espressione e protezione dei dati personali, un tema attuale e cruciale nell’era digitale, con implicazioni significative per la professione giornalistica e per il diritto di critica.