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“Bordin: Diritto a restare, Friuli esempio di rinascita”

BRUXELLES (BELGIO) – Un messaggio di ricordo e orgoglio caratterizza la mostra dedicata al cinquantennale del terremoto del 1976, promossa da Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e membro del Comitato europeo delle Regioni. In un’intervista a Primo Piano Europa, il programma televisivo dell’agenzia Italpress, Bordin ha evidenziato l’importanza della memoria storica legata a questo tragico evento.

Il terremoto del 1976 e la risposta della comunità friulana

Il terremoto che colpì il Friuli fu un disastro devastante, causando la distruzione di interi paesi e una considerevole perdita di vite umane. Bordin ha sottolineato che questo evento si verificò in una regione già provata da due guerre mondiali e da una significativa emigrazione. Tuttavia, il popolo friulano ha dimostrato una tenacia e determinazione esemplari, scegliendo di non arrendersi e di ricostruire tutto “dov’era e com’era”. Da quella esperienza, è emerso un modello di ricostruzione che oggi è un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale.

Il diritto di rimanere e l’importanza di investimenti efficaci

Bordin ha poi collegato l’esperienza del terremoto al principio del “Right to Stay”, ovvero il diritto dei cittadini europei di rimanere nel luogo che considerano casa. Ha richiamato le parole dell’arcivescovo Battisti, evidenziando l’importanza di ripristinare prima il lavoro e poi le abitazioni, affinché chi era stato accolto in Friuli potesse tornare ai propri paesi d’origine. Il concetto di creare condizioni dignitose per i giovani affinché possano costruire il proprio futuro nella propria comunità è di fondamentale importanza, specialmente in un contesto di mobilità globale sempre più intensa.

Infine, Bordin ha insistito sulla necessità di investimenti in infrastrutture e mobilità, affinché il diritto a rimanere non resti solo una dichiarazione di intenti. È cruciale che l’Unione Europea sostenga non solo le grandi opere, ma anche i collegamenti regionali e locali, essenziali per la vita quotidiana. Inoltre, ha sottolineato la necessità di accelerare i tempi decisionali, per competere con le potenze globali che prendono decisioni rapide e incisive.

Questa mostra non solo celebra la resilienza del popolo friulano, ma evidenzia anche questioni contemporanee legate alla mobilità e all’identità in Europa, rendendo la notizia di grande rilevanza per il dibattito attuale sulle politiche migratorie e di sviluppo sociale.