
Entrata in vigore del Regolamento europeo sugli imballaggi e riciclo delle capsule di caffè
Secondo quanto riportato da Adnkronos, a partire dal 12 agosto 2026, il Regolamento europeo riguardante gli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Ppwr) classifica le capsule di caffè come imballaggi. Di conseguenza, queste possono essere conferite nella raccolta differenziata in base alle indicazioni fornite dal Comune di residenza o dal gestore dei rifiuti. Matteo Di Poce, Sustainability Expert di Nespresso Italiana, ha commentato: “È un cambiamento significativo che semplifica il gesto da parte dei cittadini”. Nespresso ha investito nell’evoluzione del riciclo da oltre 15 anni attraverso il programma ‘da Chicco a Chicco’, in collaborazione con Cial, con l’obiettivo di recuperare le capsule in alluminio in un contesto in cui non erano ancora riconosciute come un imballaggio.
Un modello di raccolta rifiuti già attivo a Milano
Questa novità normativa offre la possibilità di migliorare il processo di riciclo e di promuovere una maggiore circolarità. A Milano, grazie alla collaborazione tra istituzioni locali e numerosi attori del settore, come Nespresso, A2A, Amsa e il Consorzio Italiano Imballaggi in Alluminio (Cial), è già in atto una raccolta efficiente delle capsule in alluminio nel contesto della raccolta pubblica. Di Poce ha aggiunto: “Oggi mettiamo a disposizione l’esperienza accumulata in questi 15 anni per supportare l’evoluzione della raccolta pubblica, rendendo il riciclo delle capsule sempre più semplice e accessibile su tutto il territorio”.
Per comprendere meglio il funzionamento del modello milanese, avviato a marzo di quest’anno, è stata organizzata una visita stampa all’impianto di Muggiano di A2A Ambiente. Durante l’evento, i partecipanti hanno potuto osservare le tecnologie utilizzate nel trattamento dei rifiuti. Le capsule di caffè in alluminio, conferite dai cittadini nel sacco giallo destinato alla plastica e ai metalli, vengono sottoposte a un processo di selezione che consente di recuperare anche frazioni metalliche più piccole.
Davide Marinzi, responsabile dell’impianto di trattamento A2A Ambiente, ha spiegato che, grazie al nuovo separatore a correnti parassite (Ecs), le capsule vengono distinte dagli altri materiali e mandate a un apposito bunker. L’alluminio raccolto viene infine pressato in balle per essere inviato alle fonderie per il riciclo. Questo modello milanese dimostra come la collaborazione tra istituzioni, gestori dei rifiuti e aziende della filiera possa valorizzare anche frazioni più piccole di alluminio, trasformandole in risorsa per il riciclo.
La notizia evidenzia l’importanza di una gestione adeguata dei rifiuti e della raccolta differenziata e sottolinea un cambiamento significativo nelle normative europee. Questo approccio può non solo semplificare il processo di riciclo per i cittadini, ma anche contribuire a un ambiente più sostenibile attraverso una gestione più efficiente delle risorse.
