Il Primato degli Studi Classici all’Università La Sapienza di Roma
ROMA (ITALPRESS) – Il Dipartimento di Storia Antica e Studi Classici dell’Università La Sapienza di Roma continua a mantenere il primo posto nella classifica mondiale delle migliori facoltà di Classics per il quinto anno consecutivo. Ma, come afferma il professor Giorgio Piras, la ragione di questo successo non risiede solo nei tesori archeologici come il Colosseo o la Domus Aurea, ma in una combinazione di fattori che hanno saputo valorizzare l’insegnamento e la ricerca in questo campo.
Piras, ordinario di Filologia Classica presso l’ateneo romano, ha recentemente presentato alla sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra i risultati della collana “Italia. Pensiero, futuro”, curata da Massimo Sebastiani e Francesco Bongarrà. Secondo Piras, uno dei motivi principali del successo del dipartimento è la riforma Giannini del 2010, che ha potenziato il ruolo dei Dipartimenti nelle Facoltà. Oggi, il Dipartimento di Storia Antica e Studi Classici conta otto professori permanenti, numerosi visiting professors e circa 2.000 studenti, un dato che pochi atenei possono eguagliare, se non Oxford.
Modernizzazione e Collaborazioni Internazionali
Per mantenere il primato, il professor Piras sottolinea l’importanza di un costante processo di modernizzazione, favorito dai continui scambi con università di tutto il mondo. Particolarmente significativa è la collaborazione con la Cina, dove la passione per gli studi classici è elevata. Gli scambi culturali tra i due paesi sono sempre più frequenti, con un numero crescente di studenti cinesi che si iscrive a La Sapienza e segue corsi in lingua italiana.
Infine, Piras ribadisce che, anche nell’era dell’Intelligenza Artificiale, lo studio dei classici rimane essenziale. La traduzione dei testi latini e greci antichi aiuta a sviluppare competenze utili in qualsiasi contesto lavorativo. Secondo l’accademico, la conoscenza del passato è un prerequisito fondamentale per affrontare le sfide future, e il rischio di perdere la traccia dell’autore nei testi deve essere preso seriamente in considerazione, soprattutto in un’epoca in cui l’IA gioca un ruolo sempre più centrale.
Questa notizia evidenzia l’importanza degli studi classici nell’istruzione contemporanea, sottolineando come la tradizione possa convivere e persino potenziarsi attraverso l’innovazione e la cooperazione internazionale.

