
(Adnkronos) – Il sistema di welfare in Italia continua a presentare significative disuguaglianze nel suo funzionamento. Da una parte ci sono le grandi imprese, in grado di offrire forme di protezione complessive e diversificate; dall’altra, vi sono le aziende più piccole, dove l’accesso a queste tutele è notevolmente limitato. Questa sperequazione non riguarda solo i benefici disponibili, ma implica anche la capacità concreta delle persone di affrontare le esigenze familiari, garantire la propria salute e costruire una stabilità economica per il futuro. Questo fenomeno è stato definito “Welfare Gap”, ovvero la disuguaglianza nell’accesso ai sistemi di protezione, ed è stato portato all’attenzione del Global Welfare Summit 2026, che si tiene oggi a Villa Miani a Roma, con la partecipazione di oltre 600 partecipanti.
Il Patto Nazionale per Ridurre il Welfare Gap
Per affrontare questo divario, l’Osservatorio Italian Welfare ha proposto l’introduzione di un Patto Nazionale per la riduzione del Welfare Gap, coinvolgendo non solo le grandi imprese, ma anche filiere produttive, parti sociali, investitori e istituzioni. I dati presentati dall’Osservatorio evidenziano chiare differenze tra le aziende a seconda della loro dimensione: ad esempio, soltanto il 9% delle aziende con meno di 250 dipendenti offre servizi per la genitorialità, contro il 56% delle imprese con almeno 1.000 lavoratori. Anche il supporto ai caregiver, ovvero coloro che assistono familiari non autosufficienti, è presente solo nel 15% delle piccole aziende, a fronte del 48% delle grandi.
Disuguaglianze nella Sanità e Previdenza Complementare
Il Welfare Gap non si limita all’accesso ai servizi durante la vita lavorativa, poichéanche la continuità delle protezioni pensionistiche è influenzata da questa disparità. Infatti, solo il 27% delle aziende con meno di 250 dipendenti consente di mantenere la copertura sanitaria integrativa dopo il pensionamento, rispetto al 47% delle imprese più ampie. Inoltre, la partecipazione alla previdenza complementare evidenzia un simile divario, con tassi di aderenza del 46% nelle piccole aziende contro il 73,5% nelle grandi. Stefano Castrignanò, presidente dell’Osservatorio, sottolinea l’importanza di garantire che le differenze attuali non influiscano negativamente sulle pensioni future e che l’educazione previdenziale sia accessibile a tutti, inclusi i dipendenti delle piccole imprese.
In conclusione, superare queste disuguaglianze richiede un cambiamento culturale e strutturale nel modo in cui si concepisce il welfare in Italia. Il Patto Nazionale per la riduzione del Welfare Gap rappresenta un’opportunità per promuovere una collaborazione efficace tra vari attori sociali ed economici, mirando a un sistema di welfare più inclusivo e sostenibile. È fondamentale unire le forze per garantire che le opportunità di welfare siano accessibili a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla dimensione della loro azienda.
