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“Berlusconi sindaco? Albertini rivela: ‘Montanelli d’accordo!'”

Ricordi di Gabriele Albertini su Silvio Berlusconi

(Adnkronos) – Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano, ha condiviso alcuni aneddoti sulla sua interazione con Silvio Berlusconi, in occasione del novantesimo compleanno dell’ex premier. Durante una telefonata con Berlusconi, dopo aver rifiutato la sua proposta di candidarsi a sindaco di Milano per ben quattro volte, Albertini ha affermato di avergli suggerito di candidarsi lui stesso. “Mi sarebbe piaciuto e avrebbe fatto un ottimo lavoro: Montanelli sosteneva che Berlusconi avesse la personalità giusta per essere un grande gestore”, ha commentato Albertini. Tuttavia, Berlusconi declinò, sostenendo di voler continuare la sua carriera parlamentare e di avere l’intenzione di tornare al governo.

Un legame personale con Milano

Albertini ha ricordato anche un legame personale tra le famiglie Berlusconi e Vismara, sottolineando che per molti anni la famiglia Berlusconi risiedette in un appartamento di viale Zara, un edificio costruito dal nonno di sua moglie, Peppino Vismara. “Quando incontrai Berlusconi parlammo di questa coincidenza: quella era stata la prima casa di proprietà della sua famiglia”, ha rivelato Albertini.

Inoltre, ha condiviso un ricordo legato a un legame più intimo: “Mio suocero e Luigi Berlusconi, il padre di Silvio, erano figure di riferimento nel condominio. Paolo Berlusconi mostrò interesse per mia moglie Giovanna, che allora era una giovane ragazzina e gli ricevette anche lezioni di matematica”. Albertini ha rievocato una visita importante avvenuta in quella casa: “Una domenica, il cardinale Montini, futuro Papa Paolo VI, fu ospite a casa del nonno di mia moglie e benedisse Milano dalla terrazza. Credo che i Berlusconi abitassero ancora lì in quel periodo.”

Riguardo alla proposta di candidatura nel 1997, Albertini ha spiegato che Berlusconi lo cercò attraverso alcuni dei suoi contatti nel mondo imprenditoriale. “Voleva un imprenditore da opporre a quello proposto dalla sinistra”, ha detto Albertini, che era presidente di Federmeccanica, ma inizialmente rifiutò la proposta di Berlusconi inviando un fax nel quale dichiarava di ritenersi inadeguato. Tuttavia, l’ex premier riuscì a convincerlo, sottolineando che la sua esperienza imprenditoriale sarebbe stata utile nella gestione di Milano. “Mi disse che il Comune era come un’azienda di servizi e io avrei potuto portare competenze dal mondo imprenditoriale nella pubblica amministrazione”, ha aggiunto Albertini.

Infine, ha raccontato un’illuminante metafora proposta da Berlusconi: “Se si incontra un uomo ferito sulla strada, non si può semplicemente passare oltre. Milano era quell’uomo che necessitava di aiuto”, ha chiarito Albertini, rievocando il momento in cui, quasi incredulo, accettò di candidarsi perché pensava di non essere stato eletto. Tuttavia, Berlusconi lo incentivò, esprimendo fiducia nelle sue capacità di amministrazione.

Queste testimonianze non solo offrono uno sguardo sulla personalità di Berlusconi, ma anche sulla relazione tra le due famiglie, sottolineando l’importanza di queste figure nella storia politica e sociale di Milano. La narrazione di Albertini mette in evidenza gli intrecci familiari e i legami che hanno plasmato la vita politica della città, rendendo questa notizia di particolare rilevanza nel contesto attuale.