Salute

“Zotova (Ipsen): Centralità di pazienti e caregiver nella cura”

(Adnkronos) – Irina Zotova, presidente e amministratore delegato di Ipsen Italia, ha dichiarato che un reale progresso nel campo dell’oncologia deve considerare non solo la malattia, ma anche le storie dei pazienti, dei medici e dei caregiver. Questi racconti rappresentano un elemento fondamentale, poiché ogni percorso di terapia è principalmente un cammino umano, intriso di sfide personali, emotive e legate alla gestione della quotidianità. La sua affermazione è stata rilasciata durante la presentazione del documentario “Il filo di Arianna”, inserito nella rassegna ‘Venezia26’ del Giffoni Innovation Hub nell’ambito dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Un progetto che valorizza le esperienze umane

Il documentario, diretto da Donatella Romani e Roberto Amato e prodotto da Telomero Produzioni, avvalendosi del patrocinio dell’Associazione Nazionale Tumore del Rene – Anture e del contributo non condizionante di una casa farmaceutica, raccoglie le testimonianze di pazienti, caregiver e medici impegnati a fronteggiare la complessità del tumore del rene. Zotova ha ulteriormente spiegato come questo impegno si traduca in un modello orientato al paziente, collaborando attivamente con professionisti sanitari, associazioni di pazienti e l’intera comunità della salute per identificare le necessità, promuovere la consapevolezza e favorire diagnosi precoci, contribuendo a cure più integrate.

Il valore di ascoltare e collaborare

Nell’ultimo triennio, il ruolo di Ipsen in oncologia ha visto un’evoluzione significativa, da semplice fornitore di farmaci a partner attivo nell’ecosistema sanitario. Questo cambiamento è orchestrato attraverso l’ascolto delle storie dei pazienti e il promuovere un dialogo costante tra tutti gli protagonisti coinvolti. Tale approccio mira a sviluppare soluzioni che non solo migliorano i risultati terapeutici, ma anche la qualità della vita dei pazienti. Progetti come “Il filo di Arianna” assumono una grande rilevanza poiché offrono una piattaforma per dare voce a esperienze che meritano attenzione, ponendo sempre il paziente al centro di ogni decisione.

In conclusione, l’importanza di iniziative come “Il filo di Arianna” risiede nella loro capacità di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle esperienze dei pazienti oncologici, sottolineando la centralità del percorso umano nella lotta contro il cancro e contribuendo a formare una comunità più consapevole e solidale.