
I Culicoides e il virus Shamonda: attenzione alla trasmissione
Recentemente, i veterinari hanno sollevato l’attenzione sui Culicoides, comunemente noti come ‘moscerini pungenti’. Questi insetti, di dimensioni ridotte, misurano pochi millimetri, risultando più piccoli delle zanzare e persino dei flebotomi. Si tratta di vettori sospettati di trasmettere il virus Shamonda, un patogeno riconosciuto nel mondo veterinario, ma che ha suscitato preoccupazione per il primo caso umano registrato in Francia, dove un paziente gravemente immunodepresso è deceduto all’inizio di ottobre. La notizia è stata diffusa dall’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.
Conoscenze limitate sul virus e i suoi vettori
Secondo Sara Epis, professore associato di Parassitologia all’Università degli Studi di Milano e membro del direttivo della Società italiana di parassitologia, la conoscenza riguardo il virus Shamonda e i Culicoides è ancora scarsa. Non è stata ancora dimostrata la trasmissione diretta del virus da parte dei Culicoides, ma esistono evidenze epidemiologiche che suggeriscono una correlazione, con casi di isolamento del virus riscontrati in Africa e Giappone. In Europa, tuttavia, rimane incerto il ruolo effettivo di questi insetti, sebbene si sospetti che possano agire come vettori. Tra le specie di Culicoides, il Culicoides obsoletus è di particolare interesse, essendo molto diffuso e capace di nutrirsi non solo di ruminanti, ma anche di esseri umani.
I Culicoides, appartenenti all’ordine dei ditteri, sono simili alle più famose zanzare e flebotomi. Giocano un ruolo significativo nel contesto veterinario, essendo responsabili della trasmissione di malattie come la febbre catarrale degli ovini (Blutongue) e il virus Schmallenberg, entrambi con rilevanti conseguenze in campo agricolo. Questi insetti presentano ali caratteristiche che facilitano la loro identificazione, e solo le femmine pungono, praticando una puntura dolorosa e pruriginosa, che può causare reazioni allergiche più intense in soggetti sensibili.
I Culicoides hanno una distribuzione globale e si trovano in diverse aree geografiche, inclusa l’Italia, dove la loro presenza è particolarmente abbondante nelle zone di allevamento. Preferiscono ambienti con alta umidità e sostanza organica, piuttosto che acqua stagnante. Sebbene siano prevalentemente attivi durante il crepuscolo e nelle prime ore della notte, la loro popolazione diminuisce alle basse temperature.
Nonostante il caso di infezione umana da virus Shamonda rappresenti una situazione specifica, l’esperta avverte che è fondamentale non sottovalutare la situazione dal punto di vista veterinario. Il virus si è diffuso rapidamente in Europa, inclusa l’Italia, dove si è segnalata la sua presenza in alcune aree del Trentino-Alto Adige. È cruciale aumentare la sorveglianza sui Culicoides e comprendere quali specie siano presenti nel territorio, per prevenire la trasmissione di virus emergenti come il Shamonda. La sorveglianza attiva e il monitoraggio dei vettori saranno quindi essenziali per garantire la salute pubblica e animale.
