
Rischio di emulazione nei giovani: l’analisi di un esperto
(Adnkronos) – Anna Maria Giannini, criminologa e docente di Psicologia presso l’università La Sapienza di Roma, ha sottolineato l’elevato rischio di emulazione tra i giovani, dopo un grave episodio avvenuto a Roma il 18 settembre. Un ragazzo di 13 anni della scuola media Istituto Giovanni Verga ha aggredito un’insegnante, Isabella Marsilio, di 66 anni, spruzzandole uno spray urticante in faccia e ferendola con un coltello. L’aggressione, avvenuta nel quartiere Centocelle, è stata filmata dal giovane, che indossava un casco dotato di videocamera e ha trasmesso il tutto in diretta su Telegram. A Lamezia Terme, sempre lo stesso giorno, un altro 14enne è stato scoperto mentre progettava un attacco alla propria insegnante, al quale pensava di dare esecuzione dopo aver condiviso il piano in un gruppo Telegram.
Percorsi di emulazione e rischi associati
Giannini ha evidenziato come la ricerca di identità e di ribellione da parte degli adolescenti possa portare a comportamenti aggressivi, soprattutto quando esposti a contenuti provocatori e coinvolgenti. La criminologa ha affermato: “Il rischio di emulazione è palpabile, specialmente in un contesto come quello delle scuole degli ultimi giorni”. Ha fatto riferimento a un sito visitato dal ragazzo aggressore, che stimolava sentimenti di odio e vendetta, suggerendo come esprimere tali emozioni. In questo modo, gli atti violenti possono trasformarsi in sfide pubbliche, provocando un effetto contagioso estremamente pericoloso.
Giannini ha inoltre avvertito che la rappresentazione mediatica di tali episodi può contribuire all’emulazione: “Se un atto violento viene percepito come eroico dai social, il rischio aumenta notevolmente”. Per affrontare questa situazione, la criminologa ha suggerito la necessità di stigmatizzare comportamenti violenti e promuovere regolamentazioni più severe riguardo l’accesso a internet, in collaborazione con famiglie e scuole. È essenziale intraprendere azioni comuni per limitare la diffusione di comportamenti emulativi tra i più giovani.
Infine, Giannini ha richiamato l’attenzione su un altro episodio accaduto il 18 settembre in un liceo scientifico a Tersigno, dove un 14enne è stato trovato in possesso di un coltello di 18 centimetri. Precedentemente, il 25 marzo, un ragazzo aveva accoltellato la sua professoressa in una scuola media a Trescore Balneario, documentando l’aggressione su Telegram. La criminologa ha concluso sottolineando che la gestione delle frustrazioni, unita a elementi esterni come la pressione sociale, può incrementare le reazioni aggressive tra gli adolescenti, rendendo cruciale il dialogo e la prevenzione.
Questa vicenda mette in luce la necessità di un’attenzione costante sul comportamento dei giovani e sull’impatto delle dinamiche sociali e digitali, in un momento in cui la violenza nelle scuole sta diventando sempre più preoccupante.
