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Aumento dei costi energetici per il settore commerciale e turistico
Una pesante riduzione del potere d’acquisto per le imprese del commercio e del turismo si preannuncia a causa di un aumento dei costi energetici stimato in circa 870 milioni di euro. Questa stima è stata elaborata da Confesercenti in collaborazione con il Gruppo Innova, sulla base dei dati riguardanti il periodo estivo del 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025. Di questi, circa 700 milioni sono attribuibili ai costi dell’elettricità e 170 milioni al gas. Le bollette elettriche hanno subito rincari superiori al 40%, con punte che sfiorano il 50% per il settore della ristorazione e degli alberghi. Alcune aziende hanno addirittura registrato incrementi prossimi al 90%.
Fattori di incremento e impatti sui bilanci
Le cause di questo aumento significativo delle bollette energetiche includono sia l’incremento dei consumi, a causa delle temperature insolitamente elevate e dell’uso intensificato di climatizzatori e impianti di refrigerazione, sia l’innalzamento dei prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso. Dal mese di giugno ad agosto, il Prezzo Unico Nazionale (PUN) è aumentato di oltre il 30% rispetto all’anno precedente.
Un aspetto critico è rappresentato dai picchi di prezzo che si verificano durante le ore serali, momento in cui la maggior parte delle attività ristorative e alberghiere concentra il proprio consumo energetico. L’impatto di questi aumenti sui bilanci aziendali è particolarmente grave per le attività legate al turismo. Ad esempio, un albergo medio con 45 camere ha visto la propria bolletta elettrica passare da circa 8.250 a 12.250 euro, con un incremento di 4.000 euro, pari a un aumento del 48,5%. Anche i ristoranti e i bar hanno registrato rincari significativi, con le spese che sono rispettivamente aumentate da 2.100 a 3.100 euro e da 1.250 a 1.800 euro.
Con l’arrivo della stagione fredda, le preoccupazioni si spostano ora sul gas, il cui prezzo è aumentato di oltre il 30% nel periodo estivo del 2026 rispetto all’anno precedente. Anche considerando un consumo sostanzialmente invariato, le aziende dovranno affrontare un ulteriore esborso di circa 170 milioni di euro. Le tensioni nei mercati energetici e il livello delle scorte alimentano timori di ulteriori aumenti futuri.
Il Presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, ha sottolineato l’urgenza di un intervento sulle componenti della bolletta energetica. Afferma: “Per molte attività del commercio e del turismo, l’energia rappresenta una spesa necessaria e non comprimibile. L’aumento di questi costi rischia di trasferirsi sui prezzi finali, aggravando la situazione economica delle famiglie e influenzando la competitività aziendale.”
La notizia riveste grande rilevanza poiché sottolinea una crisi energetica che sta colpendo duramente i settori chiave dell’economia italiana, evidenziando la necessità di politiche efficaci per mitigare l’impatto economico di questi aumenti.
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