
Il calo dello spreco alimentare in Italia
(Adnkronos) – L’Italia compie un’importante progressione nella lotta contro lo spreco alimentare, portando il quantitativo di cibo gettato a meno di 500 grammi a persona ogni settimana. Secondo i dati del nuovo Rapporto Waste Watcher International, l’ammontare attuale si attesta a 493,7 grammi, con frutta, pane e verdura fresca che risultano tra gli alimenti maggiormente sprecati. Queste informazioni sono emerse nell’ambito della Campagna di sensibilizzazione Spreco Zero, a seguito di elaborazioni statistiche condotte da Ipsos-Doxa, in concomitanza con la VII Giornata internazionale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, celebrata il 29 settembre.
Andamento territoriale e profili di consumo
Il direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International, Andrea Segrè, ha sottolineato che nel 2026 l’Italia scenderà sotto la soglia ‘psicologica’ dei 500 grammi di cibo sprecato per persona alla settimana, registrando un calo dell’11,17% rispetto ai 555,8 grammi rilevati nell’agosto del 2025. Questo miglioramento rappresenta un passo significativo verso il raggiungimento del Target 12.3 degli Obiettivi di Sostenibilità dell’Onu, il quale prevede di limitare lo spreco alimentare a 369,73 grammi settimanali entro il 2030. Tuttavia, Segrè ha avvertito che le fluttuazioni annuali richiedono cautela prima di dichiarare una tendenza consolidata.
A livello di distribuzione geografica, il Nord Italia si mostra leggermente più virtuoso, con un consumo pro capite di 472,2 grammi di cibo sprecato a settimana, mentre il Centro si attesta a 510 grammi e il Sud a 507,9 grammi. I dati del rapporto mettono in evidenza un recupero nel Mezzogiorno, dove si è verificato un miglioramento di 10 punti percentuali, mentre il Centro ha subito una flessione di 15 punti.
Infine, un’analisi del comportamento di consumo rileva che i cittadini con basso potere d’acquisto sprecano il 26% di cibo in più rispetto alla media nazionale, evidenziando un aumento significativo rispetto ai dati del 2025. Al contrario, le famiglie con figli risultano più responsabili, sprecando il 19% in meno della media, a causa di una maggiore regolarità nei pasti, mentre le famiglie senza figli sono aumentate del 17% nello spreco.
La VII Giornata Internazionale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari rappresenta un’occasione importante per riflettere su questi temi a livello globale. L’evento si è tenuto a Roma il 29 settembre, presso la Sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, con la partecipazione di esperti come il direttore generale Aggiunto della Fao, Maurizio Martina, e il Chief Economist della Fao, Maximo Torero. La riduzione dello spreco alimentare è fondamentale non solo per migliorare l’efficienza delle risorse, ma anche per contribuire alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza alimentare.
