
La Desincronizzazione del Sonno: Cause e Rimedi
(Adnkronos) – Molte persone si svegliano già stanche, fanno fatica ad addormentarsi o sperimentano frequenti risvegli notturni. Questi sintomi, spesso sottovalutati e considerati esclusivamente come conseguenze di stress, possono celare una desincronizzazione dei ritmi circadiani, il nostro orologio biologico interno. Questo meccanismo regola l’alternanza tra veglia e riposo, oltre alla produzione ormonale. Per illustrare i fenomeni correlati al sonno, i rischi legati ai dispositivi elettronici e le apnee notturne, la dottoressa Alessia Lanari, direttore della struttura Neuroterritoriale del Dipartimento di Neuroscienze di Asst Lariana e primario ad interim della Neurologia, propone anche cinque regole per migliorare la qualità del sonno.
I Meccanismi del Sonno e gli Effetti delle Tecnologie
Secondo la dottoressa Lanari, “il sonno è governato principalmente dall’interazione tra due meccanismi: il processo circadiano e il processo omeostatico”. Il primo, noto come orologio biologico, è un sistema di circa 24 ore controllato dal nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo e sincronizzato dalla luce ambientale. Il secondo processo, invece, determina la pressione di sonno, aumentando la necessità di dormire man mano che si rimane svegli. L’accumulo di sonno dovuto a ritmi sociali incongruenti con i nostri orari biologici può provocare una deprivazione cronica di sonno, mentre l’uso di schermi come smartphone e televisioni può interferire con la produzione di melatonina, l’ormone che segnala al corpo quando è il momento di dormire.
Particolarmente problematico è il fenomeno dell’apnea ostruttiva del sonno. “Russare occasionalmente è comune”, afferma Lanari, “ma un russamento forte e associato a pause respiratorie può essere indicativo di questo disturbo”. Durante le apnee, le vie aeree superiori si restringono o si chiudono, causando interruzioni nel flusso d’aria e frequenti micro-risvegli. Alcuni sintomi includono sonnolenza diurna, fatica al risveglio e difficoltà di concentrazione, mentre fattori di rischio includono sovrappeso, alcol e farmaci sedativi. Riconoscere questa condizione è fondamentale, poiché se non trattata può aumentare il rischio cardiovascolare e compromettere la qualità della vita.
Per migliorare la qualità del sonno, la dottoressa Lanari consiglia cinque regole pratiche: 1) mantenere orari regolari di sveglia, anche nei fine settimana; 2) utilizzare la camera da letto esclusivamente per dormire e non per attività stimolanti; 3) evitare di compensare la mancanza di sonno con sonnellini prolungati; 4) cercare luce naturale e fare attività fisica durante il giorno; 5) limitare alimenti pesanti, alcol e caffeina nelle ore precedenti il sonno. Infine, se non ci si addormenta, è preferibile alzarsi e dedicarsi a un’attività tranquilla fino a quando non si avverte di nuovo sonnolenza.
Questa tematica è di notevole rilevanza, poiché la qualità del sonno influisce direttamente sulla salute e sul benessere quotidiano delle persone. Investire nella propria igiene del sonno non solo migliora la vita di chi ne soffre, ma ha anche ripercussioni positive sulla comunità in generale.
