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“Smart Working: Quanto Costa Lavorare da Casa tra PC e Clima?”

Il Ritorno al Lavoro: Smart Working e Costi Energetici

(Adnkronos) – Con l’inizio di settembre, molti italiani tornano a riempire gli uffici e a riprendere l’attività lavorativa. Tuttavia, non tutti ritornano in sede, poiché oltre 3 milioni di lavoratori in Italia continuano a utilizzare il lavoro da remoto, almeno per alcune giornate della settimana. Questa modalità, ormai integrata nelle abitudini di molti, genera un dibattito acceso. Da un lato, coloro che apprezzano lo smart working per la riduzione dei tempi di spostamento e per la maggiore flessibilità nella gestione delle proprie giornate; dall’altro, coloro che ne evidenziano gli aspetti negativi, in particolare sul piano economico.

I Costi del Lavoro da Casa

Con l’incremento dei costi energetici, nasce una domanda cruciale: quanto costa realmente lavorare da casa rispetto alla tradizionale presenza in ufficio? Per affrontare questa questione, SmartBilly, una startup innovativa specializzata nella gestione delle forniture energetiche, ha realizzato una simulazione per il mese di settembre 2026. Considerando un costo marginale dell’energia elettrica di 0,352 euro/kWh e 22 giorni lavorativi, emerge che sebbene il dibattito riguardi vari aspetti quale la produttività, c’è un punto da considerare: il cambiamento del luogo di lavoro comporta anche un cambiamento nei costi energetici, come sottolineato da Giovanni Delle Donne, CEO e co-fondatore di SmartBilly.

Per coloro che si recano in ufficio, le spese sono facilmente individuabili; al contrario, i costi relativi al lavoro da casa tendono a mischiarsi con quelli della vita quotidiana. Secondo le stime di SmartBilly, il consumo elettrico aggiuntivo di una postazione composta da computer e monitor si aggira intorno a 0,5 kWh per giornata di lavoro. Risultando in un costo mensile di circa 3,88 euro per energia elettrica, questa cifra appare contenuta, soprattutto se paragonata ai 39 euro dell’abbonamento mensile per i mezzi pubblici a Milano.

Tuttavia, il lavoro da casa non comprende solo i costi di alimentazione di computer e monitor. Nelle giornate calde di settembre, il costo del condizionamento diventa un fattore significativo; con un assorbimento nominale di circa 750 W e un utilizzo di 8 ore al giorno, il consumo sale a circa 132 kWh nel mese, aumentando così il costo mensile a circa 50 euro. Questo supera il costo dell’abbonamento ai mezzi, mentre il computo energetico può variare drasticamente in base all’uso del climatizzatore e delle spese domestiche. Delle Donne conclude affermando che il bilancio energetico dello smart working dipende fortemente dalle abitudini personali e dai cambiamenti nel costo dell’energia.

Questa analisi risulta fondamentale non solo per i lavoratori a distanza, ma per le aziende stesse, che devono ripensare i costi del lavoro da remoto. Con un contesto economico in evoluzione, comprendere questi costi diviene essenziale per ogni professionista.