Salute

“Scoliosi e atrofia spinale: il nuovo trattamento mininvasivo”

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(Adnkronos) – Una singola operazione, seguita da interventi ambulatoriali non invasivi. Questo è il principio alla base delle barre allungabili magneticamente (Magnetic Controlled Growing Rods, note come ‘Mcgr’), dispositivi impiantati nella colonna vertebrale per correggere le scoliosi gravi nei pazienti pediatrici. A differenza delle barre tradizionali, che necessitano di interventi chirurgici ogni sei mesi per essere allungate, le Mcgr integrano un piccolo magnete con un meccanismo a vite che consente l’allungamento attraverso un dispositivo magnetico esterno durante una visita ambulatoriale. “Questa innovazione riduce drasticamente il numero di operazioni chirurgiche, diminuendo così il dolore e lo stress fisico e psicologico per i bambini e le loro famiglie,” ha dichiarato Luca Labianca, dirigente medico del reparto di Ortopedia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma e specialista nella gestione ortopedica della Sma. “Ogni paziente con atrofia muscolare spinale è supportato dalla propria famiglia: meno accessi in sala operatoria significano un miglioramento tangibile della qualità della vita.”

Atrofia muscolare spinale e scoliosi

L’atrofia muscolare spinale (Sma) è una malattia genetica rara, causata da un difetto del gene Smn1, fondamentale per la produzione di una proteina essenziale alla sopravvivenza dei motoneuroni. La degenerazione di questi neuroni compromette i segnali nervosi diretti ai muscoli. Nelle forme più gravi, come il tipo 1, la malattia si manifesta entro i primi mesi di vita. Grazie all’introduzione di terapie farmacologiche che modificano il decorso della malattia, la sopravvivenza si è notevolmente prolungata, rendendo la gestione della scoliosi neuromuscolare una priorità nell’assistenza a questi bambini.

Un centro di riferimento per la gestione della Sma

Il Sant’Andrea è stato il primo ospedale in Italia ad effettuare interventi di scoliosi su pazienti affetti da Sma di tipo 1, la forma più severa della malattia. Nel corso degli anni, il centro si è specializzato nella cura di questi bambini, seguendoli dalla diagnosi fino al post-operatorio, in collaborazione con i reparti di Pediatria e Fisiatria. Questo ha permesso al Sant’Andrea di diventare un punto di riferimento per le famiglie provenienti da tutta Italia, contribuendo attivamente alla ricerca e alla definizione delle linee guida relative alla malattia.

Per alleviare i disagi per coloro che risiedono lontano da Roma, il Sant’Andrea ha introdotto un servizio di televisita multidisciplinare. Sebbene non possa sostituire le visite di persona, questo servizio permette un contatto continuo tra le famiglie e i medici dei Centri NeMO, altamente specializzati nelle malattie neuromuscolari, evitando così viaggi lunghi e faticosi. “L’atrofia muscolare spinale oggi fa meno paura – conclude Labianca – Non rappresenta più una condanna inesorabile, ma una condizione gestibile: gli attuali trattamenti farmacologici hanno cambiato il suo decorso, permettendo un approccio multidisciplinare che si occupa di ogni aspetto della vita quotidiana dei pazienti.”

Questa notizia evidenzia l’importanza dei progressi nella tecnologia medica e nelle pratiche cliniche, che migliorano significativamente la qualità della vita dei pazienti pediatrici affetti da atrofia muscolare spinale, offrendo nuove speranze e opportunità di gestione della malattia.

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