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ROMA (ITALPRESS) – Il tema del fondo di fine carriera è di grande attualità, specialmente per i calciatori delle serie minori e per coloro che li rappresentano. Questo argomento sarà uno dei principali punti all’ordine del giorno per il futuro presidente della Figc, con le elezioni che vedranno in campo Giovanni Malagò e Adriano Galliani. Il fondo di fine carriera rappresenta un’indennità destinata ai giocatori al termine della loro attività sportiva e la Uil, in collaborazione con l’Assocapp di Beppe Dossena, sta lavorando attivamente su questo tema.
Richiesta di Trasparenza e Chiarezza
Emanuele Ronzoni, segretario organizzativo nazionale della Uil e responsabile dell’ufficio sport del sindacato, ha dichiarato di aver già contattato oltre 1.600 calciatori e allenatori desiderosi di ricevere chiarezza riguardo a ciò che considerano un diritto spesso messo in discussione: il trattamento di fine carriera. “I calciatori meriterebbero il riconoscimento delle risorse accantonate negli anni, proprio come qualsiasi altro lavoratore,” ha spiegato Ronzoni. Il sindacato sta chiedendo maggiore trasparenza nella gestione di un fondo che, sebbene privato, svolge un ruolo cruciale nel sostegno economico ai calciatori al termine della loro carriera.
La Situazione degli Arbitri e dei Lavoratori Sportivi
Ronzoni ha inoltre affrontato la questione degli arbitri, che spesso si trovano a fronteggiare situazioni pericolose, sprovvisti di adeguate tutele. “Nel nostro paese ci sono circa 33.000 arbitri e solo 200 sono di élite. Gli altri 32.800, operando a livello di base, svolgono un ruolo fondamentale per il regolare svolgimento delle partite, ma mettono a rischio la loro incolumità,” ha rimarcato. Oltre a questi, il sindacato si sta interessando anche dei lavoratori delle società sportive, che si occupano di aree come spogliatoi e piscine senza avere contratti stipulati o protezioni adeguate.
In conclusione, Ronzoni ha sottolineato l’importanza di essere un sindacato vicino alle persone, argomentando che nel mondo dello sport esistono ancora pratiche poco chiare, tra cui il lavoro nero e la mancanza di rispetto per la salute e i diritti dei lavoratori. “Desideriamo dare voce a coloro che sostenendo il sistema sportivo, spesso non ricevono il dovuto riconoscimento,” ha concluso.
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