Salute

Ridotto del 42% il rischio morte per tumore alla vescica!

(Adnkronos) – I risultati dello studio di fase 3 ‘Volga’ hanno rivelato effetti positivi significativi. Il trattamento perioperatorio a base di durvalumab, in combinazione con enfortumab vedotin (Ev) in fase neoadiuvante, ha mostrato miglioramenti statisticamente rilevanti nella sopravvivenza libera da eventi (Efs) e nella sopravvivenza globale (Os) per i pazienti affetti da carcinoma della vescica muscolo-invasivo (Mibc) resecabile. Questi pazienti non erano idonei alla chemioterapia a base di cisplatino o l’avevano rifiutata. Nel gruppo di controllo, i pazienti sono stati sottoposti a cistectomia radicale, con o senza trattamenti adiuvanti approvati. I risultati verranno presentati oggi durante il congresso 2026 della European Society for Medical Oncology (Esmo) a Madrid e sono stati pubblicati simultaneamente nella rivista ‘The New England Journal of Medicine’.

Risultati dell’analisi intermedia

Secondo una nota, l’analisi intermedia pianificata ha mostrato che il trattamento combinato ha ridotto del 49% il rischio di progressione della malattia, recidiva, intervento chirurgico non eseguito o decesso rispetto al gruppo di controllo (rapporto di rischio [HR] per Efs pari a 0,51; intervallo di confidenza [IC] al 95% 0,38-0,67; p<0,0001). Inoltre, la Efs mediana non è stata ancora raggiunta per la combinazione con durvalumab, rispetto ai 12,1 mesi registrati nel braccio di confronto. Il 64% dei pazienti trattati con questa combinazione era vivo e libero da eventi a due anni, contro il 45% nel gruppo di controllo.

Implicazioni per i pazienti e il trattamento

I risultati relativi alla sopravvivenza globale (Os) hanno indicato una riduzione del 42% del rischio di morte nel gruppo trattato con durvalumab rispetto al gruppo di controllo. Anche in questo caso, la sopravvivenza globale mediana non è stata ancora raggiunta. Tuttavia, il 78% dei pazienti sottoposti al trattamento combinato era vivo dopo due anni, contro il 69% nel braccio di controllo. Emiliano Tamburini, direttore del Dipartimento di Oncologia e cure palliative dell’ospedale Cardinale Panico di Tricase, ha sottolineato l’importanza di questo nuovo regime terapeutico, che rappresenta un’opzione significativa per i pazienti che non possono ricevere chemioterapia a base di cisplatino.

Rossana Berardi, presidente eletto dell’Associazione italiana di oncologia medica, ha evidenziato come i risultati dello studio Volga aprano nuove prospettive nel trattamento del carcinoma della vescica muscolo-invasivo, indicano un miglioramento della qualità della vita e offrono opportunità di guarigione per i pazienti. Berardi ha anche sottolineato la necessità di affrontare le disparità di genere nella diagnosi e nel trattamento, promovendo una maggiore consapevolezza dei sintomi, soprattutto tra le donne, e sottolineando l’importanza della prevenzione, in particolare contro il fumo, principale fattore di rischio modificabile per questo tipo di tumore.

In conclusione, i risultati dello studio Volga segnano un passo avanti importante nella lotta contro il carcinoma della vescica, suggerendo un potenziale nuovo standard terapeutico che può migliorare notevolmente le prospettive di vita per molti pazienti. La notizia sottolinea l’importanza di un approccio integrato alla diagnosi e al trattamento, che consideri anche differenze di genere e fattori di rischio modifiable, rendendo la prevenzione un elemento cruciale nella battaglia contro il cancro.